Kiwi cileni venduti come italiani? La polemica sul Tre Esse di Piano di Sorrento e la replica del direttore del supermercato
Un cartellino con la scritta «Italia», kiwi con etichette che indicavano invece la provenienza dal Cile e una polemica che, nel giro di poche ore, è esplosa sui social. Al centro della vicenda c’è il supermercato Tre Esse di Piano di Sorrento finito nel mirino di una segnalazione che ha accusato l’attività di spacciare per italiani prodotti provenienti dal Sud America.
Nel post, dai toni particolarmente duri, si legge: «Vista l’inerzia dei NAS abbiamo fatto noi un controllo al 3ESSE di Piano di Sorrento dove notavamo senza ombra di dubbio alcuno che kiwi provenienti dal Cile venivano spacciati per kiwi italiani. Quindi chi ha questo vizio puo’ fregarvi anche sulla carne e altri prodotti, quindi stiamo alla larga da questi imprenditori della furbizia».
Accuse pesanti alle quali la direzione del Tre Esse ha scelto di rispondere pubblicamente.
A prendere posizione è stato Giovanni Mastellone, direttore del supermercato, che ha fornito una ricostruzione completamente diversa dell’accaduto: «In merito al post pubblicato riguardante il nostro supermercato, riteniamo doveroso fare chiarezza.
La dicitura “Italia” riportata sul cartellino dei kiwi è stata un errore materiale commesso nella compilazione del cartello, del quale ci assumiamo la responsabilità e che è stato prontamente corretto.
Come mostrano peraltro le stesse fotografie pubblicate, sui singoli frutti erano presenti e ben visibili le etichette indicanti la provenienza dal Cile. Non vi era quindi alcuna volontà di occultare l’origine del prodotto né, tantomeno, di ingannare i nostri clienti.
Ciò che riteniamo profondamente ingiusto è trasformare un errore umano in un’accusa generalizzata di disonestà, arrivando a mettere in dubbio anche la correttezza con cui trattiamo carne e altri prodotti e definendo chi lavora nella nostra attività come “imprenditori della furbizia”.
Da decenni il nostro supermercato opera sul territorio con serietà, sacrificio e rispetto dei clienti. Dietro questa attività ci sono persone, famiglie e dipendenti che ogni giorno lavorano con impegno e responsabilità. Un errore può accadere e, quando accade, va riconosciuto e corretto. Ma non può diventare il pretesto per mettere in discussione pubblicamente l’onestà e la reputazione costruite attraverso tanti anni di lavoro.
Continueremo, come abbiamo sempre fatto, a lavorare con trasparenza e rispetto verso i nostri clienti, che sono i primi giudici della serietà con cui svolgiamo quotidianamente il nostro lavoro.
Giovanni Mastellone».
La vicenda si concentra dunque su una discordanza tra il cartellino che indicava l’Italia come provenienza e le etichette presenti sui kiwi,che riportavano invece il Cile.
La direzione del Tre Esse non ha scelto di negare quanto accaduto, ma ha riconosciuto pubblicamente l’errore relativo al cartellino, assumendosene la responsabilità e spiegando di aver provveduto alla sua immediata correzione.
Un elemento che, secondo la posizione espressa dalla direzione, conferma la volontà di affrontare la vicenda con trasparenza, senza sottrarsi alle critiche e senza cercare giustificazioni. Allo stesso tempo, il supermercato ha respinto con decisione l’idea che quell’errore possa essere trasformato in un’accusa generalizzata di disonestà o di comportamenti fraudolenti.
Al di là della polemica nata attorno al cartellino dei kiwi, dalla vicenda emerge anche un aspetto significativo: la scelta del Tre Esse di intervenire pubblicamente, riconoscere l’errore e fornire ai propri clienti una spiegazione diretta.
Un comportamento che la direzione considera coerente con il rapporto costruito nel tempo con il territorio e con la propria clientela. L’onestà di un’attività non si misura soltanto dall’assenza di errori, ma anche dal modo in cui si affrontano quando si verificano. In questo caso, il Tre Esse ha scelto di assumersi la responsabilità dell’errore contestato, correggendolo e chiarendo pubblicamente la propria posizione.
Le accuse più pesanti, invece, vengono respinte con forza dal supermercato, che rivendica decenni di lavoro svolto con serietà e rispetto nei confronti dei consumatori.
Dietro le insegne e gli scaffali, come ricordato nella risposta del direttore, ci sono persone, famiglie e lavoratori che ogni giorno svolgono il proprio compito con impegno e professionalità. Ed è proprio questa storia, costruita nel rapporto quotidiano con i clienti, che il Tre Esse intende difendere.
Un cartellino errato può diventare oggetto di discussione e di critica. Ma la capacità di riconoscere un errore, correggerlo e metterci la faccia rappresenta, secondo quanto emerge dalla risposta della direzione, un segnale di responsabilità e di correttezza.
Per il Tre Esse, dunque, questa vicenda diventa anche l’occasione per ribadire un principio chiaro: la professionalità non significa pretendere di essere infallibili, ma lavorare con serietà, trasparenza e rispetto, assumendosi le proprie responsabilità quando qualcosa non funziona come dovrebbe.
E sarà ancora una volta il giudizio quotidiano dei clienti, costruito nel tempo e fondato sull’esperienza diretta, a rappresentare la migliore testimonianza della serietà e della professionalità di un’attività che da decenni opera sul territorio.
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