Positano, nuova acquisizione di documenti in Comune: nel mirino una gara per le biglietterie del porto
Nuovo blitz documentale al Comune di Positano. Ieri mattina i carabinieri del Comando provinciale di Salerno sono tornati negli uffici municipali per acquisire nuovi atti nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno sulla gestione degli affidamenti pubblici.
Gli investigatori avrebbero rivolto la propria attenzione anche alla procedura relativa a quattro cabine destinate a ospitare le biglietterie nell’area del porto. Un procedimento che la nuova amministrazione, guidata dalla sindaca Gabriella Guida, aveva deciso di annullare in autotutela poco dopo l’insediamento. Gli atti di quella procedura sono comunque entrati nel perimetro degli accertamenti della magistratura.
Massimo riserbo, al momento, sull’attività svolta dai militari e sulla documentazione acquisita. L’operazione si inserisce nel filone investigativo già emerso nei mesi scorsi quando, a giugno, i carabinieri avevano trascorso diverse ore negli uffici comunali effettuando una prima e consistente acquisizione di documenti.
L’inchiesta è scattata dopo un esposto presentato nell’agosto 2025 dagli esponenti dell’allora opposizione consiliare, oggi alla guida del Comune. Al centro del lavoro della Procura ci sarebbe l’ipotesi di un possibile meccanismo in grado di indirizzare una parte degli affidamenti dell’ente verso un gruppo ristretto di imprese.
Nel corso degli accertamenti sarebbero state individuate nove società, tra Srl e cooperative, alle quali il Comune avrebbe affidato nel tempo lavori e servizi per un valore complessivo superiore ai quattro milioni di euro. Un quadro che gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire attraverso l’esame delle procedure amministrative, dei rapporti tra le aziende e delle eventuali relazioni personali e professionali esistenti tra gli imprenditori coinvolti.
Tra gli elementi finiti sotto la lente della Procura ci sarebbe anche la presunta attività di sostegno elettorale di alcuni imprenditori nei confronti di una candidatura alle ultime elezioni amministrative. Un aspetto che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbe avere una possibile rilevanza anche sotto il profilo della corruzione.
Dopo il primo accesso dei carabinieri in Municipio, l’ex sindaco Giuseppe Guida aveva respinto, attraverso il proprio difensore, l’avvocato Michele Sarno, ogni ricostruzione lesiva della propria condotta amministrativa.
La difesa aveva rivendicato la correttezza e la trasparenza dell’operato dell’ex primo cittadino, sottolineando anche la situazione economico-finanziaria dell’ente al momento della conclusione del mandato. Era stata inoltre manifestata la disponibilità a essere ascoltati dagli inquirenti e a collaborare per fare piena luce sulla vicenda.
Nuovi documenti, dunque, entrano nel fascicolo della Procura. L’indagine prosegue e punta ora a verificare, attraverso gli atti acquisiti, se le ipotesi investigative formulate nei mesi scorsi trovino effettivi riscontri nelle procedure amministrative del Comune.
Va ricordato che si tratta di un procedimento ancora in fase di indagine e che le contestazioni e le ipotesi formulate dagli inquirenti dovranno essere sottoposte alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.
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