Sorrento, il Consiglio comunale da rifare. Ancora una volta
Sorrento, il Consiglio comunale torna a discutere le deliberazioni contestate.
La vicenda nasce dalla seduta del 13 agosto e dalle contestazioni sollevate dalla minoranza sulla permanenza del numero legale. Le deliberazioni interessate, tra cui alcuni riconoscimenti di debiti fuori bilancio tornano ora all’esame dell’assemblea.
Sulla questione riportiamo l’intervento di Rosario Lotito, esponente di Europa Verde Penisola Sorrentina: «SORRENTO, IL CONSIGLIO COMUNALE DA RIFARE. ANCORA UNA VOLTA.
A questo punto non possiamo più parlare semplicemente di una svista.
Perché gli errori, certamente, possono capitare.
Ma quando un problema si ripete, allora diventa necessario interrogarsi sulla capacità di chi ha la responsabilità di dirigere e organizzare i lavori del Consiglio comunale.
Il 13 agosto scorso, durante la seduta del Consiglio comunale di Sorrento, secondo quanto ricostruito e contestato dalla minoranza, il numero legale sarebbe venuto meno nel corso dei lavori.
Nonostante questo, il Consiglio avrebbe continuato a deliberare.
La minoranza ha contestato formalmente la legittimità delle deliberazioni adottate e ha chiesto al Comune di non dare esecuzione agli atti interessati.
Adesso quelle deliberazioni vengono nuovamente portate in Consiglio.
E il documento ufficiale che accompagna la nuova convocazione aggiunge un elemento ancora più grave.
Ai punti 5, 6, 7 e 8 dell’ordine del giorno si legge che alcune proposte di riconoscimento di debiti fuori bilancio vengono riproposte a seguito di una precedente “approvazione intervenuta in assenza di numero legale”.
Quindi non stiamo parlando soltanto di una discussione politica.
È scritto negli atti del Comune.
E allora una domanda diventa inevitabile:
COME È STATO POSSIBILE APPROVARE DELIBERAZIONI IN ASSENZA DEL NUMERO LEGALE?
Ma c’è un’altra questione che non possiamo ignorare.
Ogni nuova convocazione significa necessariamente un nuovo impegno organizzativo per il Comune.
Personale degli uffici, segreteria, assistenza alla seduta, organizzazione tecnica e tutti gli altri adempimenti necessari per riunire nuovamente l’assemblea.
È vero che questi uffici sono già operativi e rientrano nelle normali attività dell’ente, quindi non si tratta di un costo “extra” nel senso stretto del termine. Tuttavia, ogni convocazione aggiuntiva comporta comunque un impiego di tempo, risorse e organizzazione che distoglie personale e strutture da altre attività istituzionali.
Quanto costa tutto questo ai cittadini?
Perché quando un’amministrazione deve convocare nuovamente il Consiglio per rimediare a un errore nella gestione della seduta, il costo non dovrebbe ricadere semplicemente nel silenzio sui cittadini.
C’è poi una responsabilità istituzionale precisa.
Il Regolamento del Comune attribuisce al Presidente del Consiglio la convocazione e la direzione dei lavori dell’assemblea e disciplina espressamente il numero legale e la sua verifica.
Non significa attribuire al Presidente ogni responsabilità amministrativa dell’ente.
Ma significa certamente chiedere a chi presiede il Consiglio:
COME È STATO POSSIBILE CHE IL NUMERO LEGALE VENISSE MENO SENZA CHE LA SEDUTA FOSSE IMMEDIATAMENTE FERMATA?
Qui non si tratta di essere contro qualcuno.
Si tratta di pretendere competenza, attenzione e rispetto delle regole quando si amministra la cosa pubblica.
Perché un Consiglio comunale non è una riunione qualsiasi.
È il luogo nel quale vengono assunte decisioni che riguardano tutti i cittadini.
E quando si parla addirittura di debiti fuori bilancio e di equilibri finanziari dell’ente, la soglia di attenzione dovrebbe essere ancora più alta.
Errare è umano.
Perseverare, però, diventa diabolico.
Ora ci aspettiamo una cosa molto semplice: chiarezza, responsabilità e trasparenza.
Perché il Comune non appartiene a chi lo amministra.
Appartiene ai cittadini».
La questione riguarda una seduta del Consiglio comunale di Sorrento del 13 agosto e, in particolare, la verifica della presenza dei consiglieri necessaria per consentire all’assemblea di assumere validamente le proprie decisioni. Secondo la ricostruzione attribuita alla minoranza, durante la riunione sarebbe venuta meno la condizione richiesta per proseguire con le votazioni, mentre alcuni provvedimenti sarebbero stati comunque approvati.
Un elemento centrale della vicenda è rappresentato dalla successiva convocazione del Consiglio. I provvedimenti vengono infatti nuovamente sottoposti all’esame dell’assemblea e, stando al testo richiamato da Lotito, per alcuni riconoscimenti di debiti fuori bilancio viene indicata come motivazione della riproposizione una precedente approvazione avvenuta senza numero legale.
Il passaggio rende la questione particolarmente rilevante sul piano amministrativo, perché introduce la necessità di chiarire quale sia stata la dinamica della seduta precedente e quali effetti abbiano avuto le deliberazioni adottate in quella circostanza. La nuova discussione consiliare rappresenta, in questo senso, l’occasione per riportare i provvedimenti all’interno dell’iter istituzionale previsto.
Un ulteriore profilo riguarda le conseguenze pratiche della nuova convocazione. Riunire nuovamente l’assemblea richiede l’attivazione della struttura comunale e delle attività di supporto necessarie allo svolgimento della seduta. Quantificare un eventuale costo specificamente riconducibile alla ripetizione della riunione richiederebbe però dati contabili e organizzativi ufficiali: senza questi elementi non è possibile stabilire quale sia stato l’effettivo onere aggiuntivo per l’ente.
La prossima seduta potrà quindi contribuire a chiarire soprattutto tre aspetti: le circostanze nelle quali è venuto meno il numero legale, le ragioni per cui i lavori sarebbero proseguiti e le modalità con cui l’amministrazione intende procedere rispetto alle deliberazioni nuovamente sottoposte al voto.
La vicenda, al di là delle contrapposizioni politiche, pone dunque una questione di funzionamento dell’istituzione consiliare. Saranno gli atti ufficiali, le spiegazioni dell’amministrazione e l’esito della nuova seduta a fornire gli elementi necessari per una valutazione completa.
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