Il profumo della festa nelle case di Agerola: torna il tortano di Sant’Antonio
Ad Agerola si rinnova uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità in vista della festa patronale di Sant’Antonio Abate. In questi giorni, infatti, i volontari del Comitato Festa sono impegnati nel tradizionale giro delle abitazioni per consegnare alle famiglie il tortano di Sant’Antonio, un gesto che da generazioni accompagna l’attesa della festa e rafforza il legame tra devozione, tradizione e vita comunitaria.
Un’iniziativa che coinvolge numerose persone e che, oltre al suo valore simbolico, rappresenta anche un’importante occasione di partecipazione e sostegno alle attività della comunità parrocchiale. A raccontare il significato di questo momento è don Giuseppe Milo, parroco di San Pietro Apostolo a Pianillo, che ha affidato ai social un messaggio rivolto ai fedeli e a tutta la cittadinanza: «Come vuole la nostra più bella tradizione, in questi giorni i volontari del Comitato Festa Sant’Antonio Abate, con tanto sacrificio, generosità e amore per il nostro Patrono, stanno bussando alle porte delle case degli agerolesi per portare il tortano di Sant’Antonio.
Non è soltanto un dono, ma un segno di fede, di appartenenza e di comunione che annuncia a tutta la comunità che la Festa di Sant’Antonio Abate è ormai vicina.
Un grazie di cuore a tutti i volontari che, con il loro servizio instancabile, mantengono viva una tradizione che unisce le famiglie e prepara i nostri cuori a vivere con gioia i giorni della festa.
Desideriamo inoltre ricordare che tutte le offerte raccolte durante il giro del pane e quelle della Festa Patronale saranno interamente destinate ai lavori della nostra comunità, in particolare al restauro della sacrestia e ai prossimi interventi di manutenzione e valorizzazione della nostra chiesa. Ogni gesto di generosità è un contributo prezioso per custodire e rendere sempre più bella la casa del Signore.
Grazie di cuore a tutti per il sostegno, l’affetto e la fiducia.
Sant’Antonio Abate continui a benedire Agerola e tutte le nostre famiglie!».
Il messaggio del parroco mette in luce un aspetto particolarmente significativo della festa: la capacità di una ricorrenza religiosa di diventare anche un momento di coesione sociale e di partecipazione collettiva. Il passaggio dei volontari nelle case crea, infatti, un contatto diretto con le famiglie e mantiene vivo un patrimonio di consuetudini che trova la propria forza nella continuità e nell’impegno di chi sceglie di dedicare tempo ed energie alla comunità.
La tradizione del tortano diventa così anche un modo per prepararsi alla festa, coinvolgendo l’intero paese e rendendo visibile l’avvicinarsi dell’appuntamento con il Santo Patrono. Un rito semplice ma capace di custodire la memoria di una comunità e di trasmetterla alle nuove generazioni.
Particolarmente importante è anche il richiamo alla destinazione delle offerte. Il sostegno raccolto attraverso le iniziative legate alla festa contribuirà infatti alla cura e alla conservazione del patrimonio religioso locale, a partire dal restauro della sacrestia e dagli interventi previsti per la manutenzione e la valorizzazione della chiesa. Un impegno che lega la partecipazione dei fedeli alla tutela concreta di un luogo che rappresenta un punto di riferimento spirituale e identitario per l’intera comunità.
In attesa dei giorni dedicati a Sant’Antonio Abate, Agerola si prepara dunque a vivere una delle sue ricorrenze più care, con il contributo di volontari, famiglie e fedeli. Una festa che, ancora una volta, si presenta come un’occasione per ritrovarsi insieme, rinnovare la devozione al Patrono e prendersi cura, attraverso la partecipazione di tutti, dei luoghi e delle tradizioni che appartengono alla storia del paese.
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