Positano, la frana dell’11 settembre 2025 e la sua riattivazione. Un’analisi del geologo Concetta Buonocore
Positano. Il giorno 5 giugno 2026, verso le ore 15.00, si è staccato il pezzo di roccia rimasto in bilico nell’evento franoso del settembre 2025 ed ha invaso la Strada Provinciale 425, di raccordo con la 163 “Amalfitana” ed unico collegamento con le frazioni di Montepertuso e di Nocelle. Solo per puro caso o per fortuna o per la Divina Provvidenza o chiamatela come volete, non è successa una tragedia. Sicuramente dobbiamo ringraziare la Madonna per come sono andate le cose.
La strada fu realizzata dalla Provincia di Salerno che, in questo tratto, decise per l’attraversamento del declivio naturale con lo sbancamento della montagna, creando una parete rocciosa a monte e a valle da cui il toponimo “Montagna Spaccata”. Questa operazione andò ad alterare il preesistente equilibrio.
Ora le comunità di Nocelle e di Montepertuso sono isolate ed anche i turisti, che numerosi sono presenti sul territorio, affrontano disagi imprevisti.
Per quanto concerne le comunità di Nocelle e Montepertuso, parliamo di gente ampiamente rodata alle difficoltà quotidiane, anche solo per fare le normali attività. E’ gente abituata a tirare sempre avanti rimboccandosi le maniche in modo propositivo per migliorarsi e far crescere la propria comunità. Basti ricordare che molto tempo prima che Nocelle fosse raggiunta dalla strada provinciale, fu realizzato il montacarichi, da tutti chiamato “ò cap”, ad opera di un nocellese che da solo si studiò tutto quanto serviva per piazzare il montacarichi e stendere la fune di acciaio, da Nocelle sopra il Vallone Porto fino ad arrivare giù ad Arienzo sulla SS 163. Un’opera ciclopica e complicatissima portata a compimento da “Gilio ò Curt” e poi portata avanti da Pasquale, a tutti noto come “Pascal e Nucell”. Il dottore Vito Fiorentino, buonanima, quando doveva raggiungere Nocelle urgentemente, si metteva nel cestello del montacarichi con la coperta in testa per non rischiare di guardare i vertiginosi dislivelli che lo circondavano. Questo è solo uno sguardo veloce della vita vissuta da questi eroici abitanti di Positano.
Tornando alla frana, che ha determinato l’isolamento delle frazioni di Montepertuso e Nocelle, siamo nella fase emergenziale che stiamo affrontando, ognuno per il rispettivo ruolo, in modo sinergico ed operativo. Speriamo che, superata anche questa emergenza, finalmente la Conferenza dei Sindaci si riunisca e si decida finalmente l’istituzione di un ufficio che si occupi del dissesto idrogeologico con sede presso un comune, presso la comunità montana o dovunque sia possibile, si metta insieme un team multidisciplinare, lo si doti di tutto quello che occorre per essere operativo, con il compito di fare monitoraggio continuo in tutta la Costiera Amalfitana, per individuare tutte quelle situazioni che potrebbero determinare frane e altri problemi che mettono a rischio la pubblica e privata incolumità.
Abbiamo bisogno di fare la prevenzione del rischio idrogeologico del nostro territorio. La prevenzione costa molto di meno, fa ottima pubblicità. Dimostriamo a tutti che sappiamo cambiare il modus operandi e che ci prendiamo cura ininterrottamente del nostro bene più prezioso che continua a darci sempre tantissimo in termini economici e di prestigio.
Geologo Concetta Buonocore




