Musica e solidarietà a Villa Fondi: gli studenti del Grandi in concerto per Cure della Strada
Ieri, giovedì 4 giugno, presso Villa Fondi a Piano di Sorrento si è tenuto il Concerto “Con i tasti e con la voce” degli allievi dell’Istituto Superiore ad indirizzo raro Francesco Grandi a favore dell’Associazione “Cure della Strada” con la direzione artistica della Maestra Emma Innacoli. Le donazioni del pubblico sono state destinate a sostenere i progetti e le attività di Cure della Strada, un’associazione di volontariato no profit della Penisola Sorrentina, nata nel 2019 per offrire assistenza medica gratuita e beni di prima necessità alle persone in condizioni di fragilità socio-economica, in stretta collaborazione con la rete territoriale (Caritas diocesana, Farmacie, Comuni, Scuole, Enti e Istituzioni). Tra le mission dell’Associazione, raccogliere fondi e farmaci, offrire assistenza e supporto, organizzare incontri pubblici dedicati alla salute e alla prevenzione.
L’evento “Un piano per rinascere”
Di recente, Cure della Strada ha patrocinato un altro evento di grande spessore artistico e umano. La grande pianista e compositrice siciliana Giuseppina Torre ha portato la sua arte a Sant’Agnello, domenica 17 maggio, presso Chiesa dei Sette Dolori, con l’intervento delle istituzioni politiche (il sindaco del Comune di Sant’Agnello, Antonino Coppola, la vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali, Maria Russo, la presidente della Commissione Pari opportunità, Politiche di Genere e Diritti Civili. Marialuisa Menna), scolastiche (la professoressa Carmen Sicignano con i suoi studenti del Liceo classico Publio Virgilio Marone di Meta) e sociali con il Direttivo di Cure della Strada. Giuseppina utilizza la sua arte come testimonianza del suo impegno civile nella lotta contro la violenza sulle donne, eseguendo alcuni brani tratti dal suo ultimo album “The Choice” (Sony Music Italia) e presentando il suo libro “Un piano per rinascere. La mia storia dal vivo” (Solferino libri). Questo format di presentazione dell’album e del libro sta girando l’Italia. Ogni tappa è un’occasione preziosa che intreccia musica, letteratura, vita e consapevolezza per condividere col pubblico emozioni e riflessioni e creare spazi autentici di ascolto e connessione in nome dell’arte.
La musica contro la violenza
Vittima di violenza di genere, Giuseppina Torre ha scelto di mettersi in gioco in prima persona, utilizzando la sua creatività di compositrice per veicolare tramite le note del suo pianoforte un messaggio universale di forza e consapevolezza per tutte le donne. Dal 2022, durante i concerti, la musicista appoggia sul pianoforte un paio di scarpette rosse, tanto da essere conosciuta come “la pianista con le scarpe rosse”. Quelle scarpe sono il simbolo del suo impegno contro la violenza sulle donne, ma anche la testimonianza dei “passi avanti” che compie una donna, in quanto, dice Giuseppina “ogni cambiamento, anche il più grande, comincia sempre da un primo passo”. Per l’artista, la musica è stata salvifica, come ha spiegato lei stessa nelle interviste: “Per me la musica non è solo una passione: è rifugio, respiro, resistenza. Nei momenti più bui, quando tutto sembrava crollare e le parole non bastavano o facevano troppo male, è stata la musica a tenermi in piedi. Mi ha dato voce quando non riuscivo a parlare, forza quando non ne avevo più. Ogni nota che ho suonato mi ha aiutata a ritrovarmi, a ricostruirmi, a sentirmi viva. Il pianoforte è il luogo in cui posso essere pienamente me stessa, senza paura e senza maschere. Dove ritrovo il senso di tutto”. La sua missione di mettere la sua arte al servizio della lotta alla violenza di genere le è valsa nel 2021 l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana, conferitale dal Presidente Sergio Mattarella, su segnalazione della Prefettura di Ragusa, e il Premio Civetta nel 2023 per aver elevato il pianoforte a strumento contro la violenza sulle donne.
La carriera di musicista
Giuseppina Torre è nata a Vittoria, in provincia di Ragusa. Il suo talento potente l’ha imposta precocemente sullo scenario nazionale e poi anche internazionale, protagonista di una carriera prestigiosa che l’ha portata a calcare i palcoscenici più importanti del mondo, conquistando anche il mercato statunitense dove si è aggiudicata numerosi premi: Los Angeles Music Awards (“International Artist of the Year” e “International Solo Performer of the Year”), Akademia Awards di Los Angeles (“Ambiental/Instrumental”) e 5th I.M.E.A. Awards 2018. Anche il Vaticano ha apprezzato la sua musica in occasione del Concerto dell’Epifania andato in onda su Rai 1 nel 2014 davanti a Papa Francesco e presso la Casina di Pio IV – Pontificia Accademia delle Scienze alla presenza del Cardinale Lorenzo Baldisseri nel 2017. Ha aperto il concerto de Il Volo all’Arena di Verona (24 settembre 2019) ed è stata protagonista di prestigiose rassegne come Piano City Napoli (2020), Piano City Milano (2021, 2025), Piano City Palermo (2022) e La Milanesiana di Elisabetta Sgarbi (2022, 2024, 2025). È autrice delle musiche del docu-film “Papa Francesco – La mia Idea di Arte” (Walkman Records, 2018), distribuito in tutto il mondo nella versione che contiene il CD con la soundtrack e il DVD del documentario, un viaggio attraverso la galleria ideale del Pontefice tratto dall’omonimo libro scritto da Papa Francesco (a cura della giornalista e scrittrice Tiziana Lupi). Nel 2024 è stata protagonista di un tour in Corea del Sud in occasione dei 140 anni delle relazioni diplomatiche e culturali tra la Corea e l’Italia. Nel 2025 si è esibita in Australia e in Serbia. Ha pubblicato 3 album: “Il Silenzio Delle Stelle” (Sony Music Italia, 2015), “Life Book” (Universal Music Italia, 2019) e “The Choice” (Sony Music Italia, 2024). Quest’ultimo album viene portato in tour attualmente in tutta Italia nell’ambito del progetto di sensibilizzazione contro la violenza di genere. “The Choice”, prodotto con la supervisione artistica di Roberto Cacciapaglia, registrato e mixato da Gianpiero Dionigi presso il Glance Studio di Milano e masterizzato da Pino “Pinaxa” Pischetola presso Pinaxa Studio, è pubblicato da Bollettino Edizioni Musicali e distribuito da Sony Music Italia in fisico e in digitale (https://bio.to/giuseppinatorre). L’album è composto da 10 brani inediti dove la musica creata dalla compositrice, elegante e profonda, dischiude le porte a un viaggio interiore dove la vulnerabilità, il dolore, la sofferenza diventano strumenti di resilienza e basi per il riscatto della propria dignità. Il video della composizione “Rebel Soul” è disponibile sul canale YouTube dell’artista.
Il libro
Giuseppina Torre ha scritto a quattro mani con la giornalista Barbara Visentin un libro autobiografico sulla sua vicenda umana, in cui narra la storia della sua relazione tossica, segnata dalla violenza psicologica e fisica subita dal partner. La sua vita nascondeva, dietro il successo, una sofferenza profonda che però, con coraggio e grazie alla musica, è riuscita a superare per ricostruire la sua vita. Spiega l’autrice nelle interviste disponibili sul web: “Ogni pagina nasce da una ferita vissuta, da un silenzio attraversato, da una conquista personale. La violenza che prende di mira le donne all’interno di una relazione raramente inizia con un gesto plateale, è piuttosto una gabbia quasi invisibile. Si cade nella trappola senza neanche accorgersene, perché l’amore all’inizio sa essere seducente anche quando è sbagliato. Le dinamiche tossiche si insinuano piano, quasi con dolcezza, e quando apri gli occhi sei già dentro. Si entra nella gabbia cullati dall’idea di essere amati, e ci si accorge di essere oppressi solo quando le sbarre sono ormai chiuse. E allora sembra impossibile trovare una via d’uscita. Con il tempo impari a riconoscere i segnali, a non ignorare le voci interiori che ti avvisano. La consapevolezza è la prima difesa, ma spesso arriva troppo tardi. Io mi sentivo come una drogata. Si parla di amore tossico perché un drogato sa che la sostanza stupefacente gli fa del male, ma non può farne a meno. E quando vuoi uscirne, c’è la crisi di astinenza che ti fa tornare indietro. Tra le conseguenze più profonde della violenza psicologica c’è anche il dubbio verso se stessi, con un meccanismo che capovolge la realtà: ‘Sono l’amore della sua vita, non so come ho potuto dubitarne’. Mi prendevo le colpe di ogni cosa. Lui era bravo in questo, faceva ricadere tutte le colpe su di me e mi denigrava. Io non riuscivo più a pensare con la mia testa, qualsiasi cosa la facevo in funzione di quello che lui poteva pensare. I miei successi professionali lo infastidivano, al punto da farmi meditare di rinunciare alla carriera per amore: ‘La mia musica non conta quanto te, se questo ti fa stare male, io mollo tutto’. Tra abusi psicologici, perdita di identità e sofferenze personali, sono arrivata a perdermi, abbandonando persino la musica. Ma di fronte alla cieca violenza, è nata la ribellione. Come un risveglio da un lungo sonno della ragione. E allora l’uomo, messo alle strette, ha avviato una campagna denigratoria tra amici e conoscenti, tentando di distruggere la mia reputazione e portandole via tutto: vestiti, soldi, perfino cercando di ottenere la custodia del figlio. Ho deciso di raccontare la mia odissea senza sconti o filtri, con sincerità e intensità. Il mio libro vuole dare voce non solo alla mia storia, ma anche a quella di tante donne che hanno vissuto momenti e storie simili. Ci somigliamo nei silenzi, nella vergogna, nel senso di colpa che ci portiamo addosso come se fossimo noi le colpevoli. La mia testimonianza è un messaggio di speranza per tutte le donne maltrattate dal partner: un invito a non sentirsi sole, sbagliate e in torto, una spinta a non restare in silenzio, un incoraggiamento a denunciare, perché possa essere scardinata l’impunità maschile che è ancora spesso la norma. In certi contesti sociali e culturali domina ancora l’idea che una donna debba sopportare, giustificare, salvare. Ci insegnano la pazienza, non il diritto al rispetto. Per questo è così importante parlarne, rompere il silenzio, raccontare. Perché il dolore condiviso diventa forza, e la forza diventa libertà. Il testo vuol essere una mano tesa verso chi si trova nel buio: è fin troppo facile essere ostaggio di una dipendenza affettiva o economica, finire preda della paura. Ma se ne può uscire, e quando se ne esce è una vittoria per tutte. Il mio messaggio è che si deve credere nella possibilità di rinascere”. L’autrice non fa il nome dell’uomo, per ricordare che quella violenza non riguarda solo lei. “Quante, come me, avevano messo la loro vita nelle mani sbagliate? Quante, ingenue, fiduciose, innamorate, avevano sopportato violenze ed erano state minate nella loro autostima?”. L’uomo di cui parla non è soltanto il suo ex marito: è il prototipo di un maschilismo cieco e prevaricatore.
L’ispirazione da Papa Francesco
L’incontro con il pensiero di Papa Francesco ha instillato nella donna la forza di difendersi e reagire. Nel libro di Papa Francesco “La mia idea di arte”, Bergoglio riflette sul valore degli “scarti”, di chi viene messo ai margini della società. Il Papa diceva che nessun uomo può fare sentire uno scarto un altro uomo. La musicista ha realizzato che il marito l’aveva ridotta a sentirsi uno scarto. E che non ne aveva il diritto. Lì è iniziata la faticosa rinascita. Ha trovato finalmente il coraggio di lasciare il suo aguzzino, la sua città, trasferirsi a Milano con il figlio e un gatto grigio, per ricominciare. Attraverso la musica: “Ritrovare quella passione che stavo quasi per gettare via è stato lo stimolo per non annegare”.
Un libro da leggere
Perché leggere il suo libro? Ce lo dice la stessa autrice: “Un piano per rinascere è molto più di un libro. È un atto di coraggio. È un gesto di guarigione. È una storia vera, scritta in punta di cuore, con la voce tremante e le mani salde. Racconta la mia rinascita, ma vuole essere anche la vostra. Con questo libro non pretendo di dare soluzioni, ma mi auguro che possa accendere una scintilla. Che faccia sentire meno sole, meno sbagliate, meno colpevoli. Che aiuti a riconoscersi prima, ad ascoltarsi di più, a dire basta. Mi auguro che diventi uno strumento di consapevolezza e di speranza. Perché uscire si può. E dopo, si rinasce. Con più forza, più dignità, e la certezza di meritare amore. Mi auguro che questo libro possa rompere il silenzio, alimentare il dialogo, sensibilizzare. Che contribuisca a cambiare sguardo verso le storie altrui: non con il giudizio, ma con consapevolezza, rispetto e responsabilità collettiva. La violenza, anche quella silenziosa e invisibile, non è un fatto privato. È un problema sociale e culturale. E va affrontato con coraggio e verità. E senza più girarsi dall’altra parte. Questo libro è per tutte le donne, che lottano per uscire dal silenzio, che ogni giorno combattono per rompere le catene della paura, per ritrovare la propria voce. È per chi è ancora dentro il tunnel e cerca la forza per fare il primo passo. È per chi ha già trovato il coraggio di farlo, e sta imparando a camminare di nuovo, un passo alla volta, verso la libertà. A voi dico: questo libro è per voi. Perché possiate guardarvi allo specchio e riconoscere la donna forte che siete. Perché ogni ferita può diventare cicatrice. E ogni cicatrice può raccontare una rinascita. Perché la libertà, la dignità e l’amore per sé stesse non sono un lusso. Sono un diritto. Sempre”.




