La Chiesa di Castellammare di Stabia e l’intera comunità diocesana piangono la scomparsa di don Paolo Cecere, sacerdote storico dell’Arcidiocesi stabiese e fondatore della parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Tavernola. Il religioso si è spento questa mattina, poco prima delle 7, lasciando un segno profondo nella vita di migliaia di persone che nel corso degli anni hanno trovato in lui una guida spirituale, un educatore e un punto di riferimento umano.
L’annuncio della sua morte è stato accolto con grande commozione dai fedeli. “Il Signore ha chiamato a sé il caro don Paolo Cecere”, è il messaggio diffuso dalla diocesi che ha invitato la comunità alla preghiera affinché il sacerdote possa essere accolto nella pienezza della vita eterna.
La camera ardente è stata allestita presso il salone parrocchiale San Pio della chiesa di Sant’Antonio di Padova, in via Salvador Allende, luogo simbolo della sua lunga missione pastorale. Le esequie saranno celebrate domani, 1° giugno, alle ore 16.00, nella stessa parrocchia, alla presenza dell’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, monsignor Francesco Alfano.
Ordinato sacerdote il 7 luglio 1957, don Paolo ha dedicato quasi sette decenni al servizio della Chiesa. Dal 1963 è stato alla guida della comunità di Sant’Antonio di Padova, accompagnandone la crescita religiosa, sociale e culturale in anni cruciali per lo sviluppo della periferia stabiese.
Attorno alla sua figura sono nate esperienze che hanno coinvolto generazioni di giovani: gruppi di Azione Cattolica, attività scoutistiche, percorsi educativi, iniziative di volontariato e progetti di solidarietà. La sua parrocchia è diventata un luogo di aggregazione e formazione, capace di accogliere famiglie, ragazzi e persone in difficoltà.
Uno dei simboli più significativi della sua opera resta proprio la costruzione della chiesa di Sant’Antonio di Padova. Un progetto realizzato grazie all’impegno collettivo della comunità, che si mobilitò con entusiasmo e sacrificio per dare vita a quello che sarebbe diventato uno dei principali centri spirituali della zona.
Don Paolo ha sempre affiancato all’attività pastorale un concreto impegno sociale. Attraverso la Caritas parrocchiale ha sostenuto centinaia di famiglie in difficoltà, promuovendo iniziative di assistenza e raccolta di beni per chi viveva situazioni di disagio.
La sua attenzione si è estesa anche oltre i confini italiani. Nel corso degli anni ha organizzato missioni e progetti di solidarietà destinati a diverse realtà internazionali, dall’Albania all’Africa, fino al Brasile e ad altri Paesi segnati da povertà ed emergenze sociali. Grazie alla sua capacità di coinvolgere volontari e benefattori, sono stati realizzati interventi umanitari che hanno raggiunto migliaia di persone.
Sempre vicino agli anziani, agli ammalati e a chi viveva momenti di sofferenza, don Paolo ha incarnato un modello di sacerdotalità fondato sull’ascolto, sulla presenza costante e sulla carità concreta.
Tra gli aspetti che hanno maggiormente caratterizzato la sua esperienza spirituale vi è il profondo rapporto con San Pio da Pietrelcina. Don Paolo si è sempre definito figlio spirituale di Padre Pio, al quale attribuiva un ruolo decisivo nella sua vocazione sacerdotale.
Più volte aveva raccontato come il santo cappuccino fosse riuscito a convincere suo padre ad accettare la scelta del seminario, superando le iniziali resistenze della famiglia. Per tutta la vita ha testimoniato il messaggio e la spiritualità del frate di Pietrelcina, promuovendone la devozione in Italia e all’estero.
Nel 2014 aveva lasciato la guida pastorale della parrocchia a don Catello Malafronte, mantenendo però il ruolo di parroco emerito e canonico della Concattedrale. Anche negli ultimi anni non aveva mai interrotto il contatto con la sua comunità, continuando a offrire sostegno spirituale attraverso la preghiera, il consiglio e la sua discreta presenza.
Nel 2022 la diocesi aveva celebrato insieme a lui i 65 anni di sacerdozio, rendendo omaggio a una vita interamente dedicata al Vangelo e al servizio degli altri.
Oggi, mentre centinaia di fedeli si preparano a dargli l’ultimo saluto, il ricordo di don Paolo Cecere resta affidato alle opere che ha costruito, alle persone che ha accompagnato e alle generazioni che ha formato. Un’eredità fatta di fede, solidarietà e speranza che continuerà a vivere nella comunità che ha guidato per oltre mezzo secolo.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto




