Allarme malsecco nei limoneti della Costiera Amalfitana: appello per un piano straordinario di intervento
Torna alta l’attenzione sulla salute dei limoneti della Costiera Amalfitana dove negli ultimi mesi si stanno registrando nuove segnalazioni di “malsecco”, una delle patologie più insidiose per la coltivazione degli agrumi. Il fenomeno, in particolare, interessa alcune aree terrazzate più esposte agli agenti atmosferici, riportando al centro del dibattito la fragilità di un sistema agricolo unico nel suo genere.
A lanciare l’allarme è il mondo agricolo campano, che pur invitando alla prudenza, sottolinea la necessità di non abbassare la guardia. Secondo Salvatore Aceto – presidente della sezione economica agrumicoltura di Confagricoltura Campania – la situazione richiede attenzione costante e un approccio strutturato, capace di affrontare il problema senza allarmismi ma con strumenti concreti e tempestivi.
Il malsecco, che colpisce gli impianti di limone compromettendo la vitalità delle piante, rappresenta infatti una minaccia non solo per la produzione agricola, ma anche per l’equilibrio paesaggistico ed economico di territori fortemente legati alla coltivazione del limone. Le celebri coltivazioni della Costiera Amalfitana costituiscono infatti un patrimonio identitario oltre che produttivo, modellando da secoli il paesaggio terrazzato e contribuendo in modo decisivo all’economia locale.
Secondo Aceto è necessario attivare rapidamente una rete di intervento che coinvolga istituzioni regionali, servizi fitosanitari, amministrazioni locali, associazioni di categoria e centri di ricerca. L’obiettivo è rafforzare le attività di monitoraggio, migliorare l’assistenza tecnica alle aziende e garantire strumenti di supporto adeguati ai produttori che operano in condizioni sempre più complesse.
La preoccupazione principale, sottolineano gli addetti ai lavori, è che senza un’azione coordinata il fenomeno possa estendersi ulteriormente, mettendo a rischio non solo la produzione di agrumi ma anche l’intero sistema agricolo “eroico” che caratterizza le terrazze affacciate sul mare.
In questo contesto, la salvaguardia del limone della Costiera assume una valenza che va oltre l’aspetto agricolo. Si tratta di proteggere un equilibrio delicato che intreccia natura, lavoro umano e cultura del territorio. Un patrimonio che, se compromesso, rischierebbe di produrre effetti significativi sia sul piano economico che su quello ambientale e paesaggistico.
La richiesta che arriva dal settore è chiara: serve un piano straordinario di prevenzione e intervento, capace di anticipare l’evoluzione della malattia e di sostenere concretamente le aziende agricole. Un’azione tempestiva che, secondo gli operatori, potrebbe risultare decisiva per preservare una delle eccellenze più riconosciute del Mediterraneo.
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