Housing Sociale di Sant’Agnello, assolti tutti gli imputati e dissequestrati gli immobili
Si chiude con un’assoluzione generale una delle vicende urbanistiche più discusse degli ultimi anni in penisola sorrentina. Il Tribunale di Torre Annunziata ha pronunciato la sentenza di primo grado sul procedimento relativo al complesso residenziale realizzato in via Monsignor Bonaventura Gargiulo, a Sant’Agnello, disponendo il dissequestro dell’intera struttura e scagionando tutti gli imputati.
Per anni quel complesso edilizio è stato al centro di un lungo contenzioso giudiziario e amministrativo, diventando simbolo di uno scontro tra esigenze abitative, tutela del territorio e interpretazioni delle norme urbanistiche. L’inchiesta riguardava la costruzione di decine di appartamenti, negozi e garage sorti nell’ambito di un progetto di housing sociale approvato dal Comune di Sant’Agnello durante l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Piergiorgio Sagristani.
Secondo la Procura di Torre Annunziata, supportata anche dalle contestazioni avanzate negli anni da associazioni ambientaliste come WWF e Italia Nostra, l’intervento sarebbe stato realizzato in contrasto con i vincoli urbanistici e paesaggistici dell’area. L’accusa aveva ipotizzato il reato di lottizzazione abusiva e, nel corso della requisitoria, aveva chiesto la confisca dell’intero complesso immobiliare, con il rischio concreto che gli appartamenti venissero acquisiti al patrimonio dello Stato e che le famiglie residenti fossero costrette a lasciare le abitazioni.
Il collegio giudicante presieduto dal giudice Emma Aufieri ha però escluso la sussistenza delle responsabilità contestate, ribaltando l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura. Assolti Antonio Elefante, imprenditore promotore dell’operazione immobiliare, il socio Massimiliano Zurlo, Francesco Ambrosio, ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Pietro Iaccarino e gli altri imputati coinvolti nel procedimento. Le difese, rappresentate dagli avvocati Luca Sansone, Francesco Cappiello, Massimiliano Sartore, Claudia Ciaravolo e Vitaliano Esposito, hanno ottenuto il pieno accoglimento delle proprie tesi.
L’ex sindaco Piergiorgio Sagristani era invece già uscito dal processo in precedenza, in seguito all’abolizione del reato di abuso d’ufficio che gli era stato contestato nella fase iniziale dell’inchiesta.
La decisione del tribunale produce effetti immediati soprattutto per le famiglie residenti nei 38 alloggi già occupati dopo un precedente dissequestro temporaneo. Per anni gli abitanti del complesso hanno vissuto in una situazione di forte incertezza, sospesi tra sequestri, provvedimenti revocati e la paura di perdere definitivamente la propria casa.
In aula, al momento della lettura del dispositivo, la tensione accumulata nel corso di un procedimento lungo e complesso ha lasciato spazio alla commozione. Alcuni residenti hanno accolto la sentenza tra lacrime e abbracci, consapevoli che da quella decisione dipendeva il loro futuro abitativo. Con il pronunciamento del Tribunale viene infatti meno anche l’ipotesi della confisca degli immobili, restituendo piena disponibilità delle abitazioni ai proprietari e chiudendo, almeno in primo grado, una vicenda che aveva profondamente segnato la comunità locale.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto




