Piano di Sorrento, Parrocchia di Mortora: 400 persone per festeggiare una storia di rinascita
Piano di Sorrento. La Parrocchia di Mortora, guidata dall’amministratore parrocchiale don Rito Maresca, continua a raccontare una storia fatta di impegno, condivisione e rinascita. Una storia che affonda le sue radici in un passato non troppo lontano, ma che oggi si presenta come un esempio concreto di come la forza di una comunità possa trasformare un luogo e, con esso, le relazioni umane. Il recente evento del 1° maggio ne è la testimonianza più viva e partecipata.
La Parrocchia di Mortora così scrive: «Un giardino ritrovato. Una comunità che cresce.
Certe storie iniziano in silenzio… e poi diventano festa.
Il 1° maggio abbiamo vissuto qualcosa di grande: oltre 400 persone riunite nel Centro Parrocchiale “Don Carmine Russo”, nel giardino di via Pomicino, per celebrare insieme i 18 anni dal primo pranzo parrocchiale.
Diciotto anni fa, l’allora parroco don Francesco Saverio Iaccarino mise piede per la prima volta in questo luogo: un giardino abbandonato, ferito, trasformato in una baraccopoli da chi non ne aveva cura.
Eppure… lì dove altri vedevano degrado, lui ha visto possibilità.
Ha immaginato uno spazio vivo, dove giovani e adulti, anziani e bambini potessero incontrarsi, conoscersi, diventare famiglia.
E allora, passo dopo passo, con l’aiuto di tanti, quel sogno ha preso forma.
Anno dopo anno, mani diverse, cuori uniti, hanno reso questo giardino sempre più accogliente… sempre più nostro.
Quest’anno siamo diventati maggiorenni!
Non è solo un traguardo: è un nuovo inizio.
E l’estate che ci aspetta sarà piena di vita:
– Domeniche con la pizza
– Cineforum
– Rassegna teatrale
– Festa dell’Assunta
Perché questo giardino non è solo un luogo… è un segno.
È la prova che, quando una comunità sogna insieme e si mette in gioco, anche ciò che era dimenticato può tornare a vivere.
E tu… in quale modo puoi contribuire a far crescere ancora questo sogno?».
Quella che emerge non è soltanto la cronaca di un anniversario, ma il racconto di un percorso collettivo che ha saputo dare nuova identità a uno spazio e rafforzare il senso di appartenenza tra le persone. Il giardino di via Pomicino è oggi molto più di un punto di ritrovo: è il simbolo tangibile di una comunità che ha scelto di costruire, anziché abbandonare, e di condividere, anziché isolarsi. Guardando al futuro, l’energia e la partecipazione viste in questa occasione fanno pensare che il meglio debba ancora venire.
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