Crans Montana: chi pagherà le fatture sanitarie? L’analisi dell’avvocato di Sorrento Luigi Alfano, criminologo forense
Crans Montana: chi pagherà le fatture sanitarie? E’ questo l’argomento al centro di una recente puntata del programma televisivo “Psiche Criminale”, in onda su Cusano TV, con la partecipazione dell’avvocato e criminologo forense Luigi Alfano, originario di Sorrento e figura di spicco nel panorama investigativo italiano, cassazionista del foro di Nocera Inferiore, consulente del Tribunale di Torre Annunziata e perito della Procura di Napoli.
Le fatture sono arrivate via mail, con cifre che in alcuni casi superano i 70 mila euro. Destinatari: le famiglie dei giovani italiani rimasti feriti nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio in un locale causò decine di vittime e oltre cento feriti. Ma dietro lo shock iniziale si apre ora una questione politica e diplomatica: chi dovrà davvero sostenere quei costi sanitari?
Secondo quanto chiarito dalle autorità svizzere e rilanciato da diverse fonti italiane, le famiglie non sarebbero tenute a saldare i conti ricevuti. Le fatture sarebbero infatti comunicazioni amministrative inviate “per conoscenza”, nell’ambito delle procedure ordinarie del sistema sanitario elvetico.
Il presidente del Canton Vallese, Mathias Reynard, avrebbe assicurato all’ambasciatore italiano a Berna che le spese saranno coperte integralmente dalle autorità cantonali e, se necessario, dalla Confederazione svizzera. Inoltre, non sarebbe previsto alcun addebito allo Stato italiano.
Il nodo è burocratico. In Svizzera gli ospedali emettono regolarmente documenti contabili anche quando il pagamento finale spetta ad assicurazioni o enti pubblici. Nel caso di pazienti stranieri, entrano in gioco meccanismi di rimborso internazionali tra sistemi sanitari e assicurazioni.
Tuttavia, l’invio di richieste economiche a famiglie già segnate da lutti, ustioni gravissime e lunghi percorsi di riabilitazione ha provocato indignazione. Alcuni legali parlano di scelta “inopportuna”, mentre i parenti dei feriti denunciano una gestione fredda e insensibile della vicenda.
La vicenda supera ormai l’aspetto sanitario. Dopo le polemiche sulle responsabilità dell’incendio e sulle indagini in corso, il caso delle fatture rischia di trasformarsi in un ulteriore fronte diplomatico tra Italia e Svizzera. Roma chiede garanzie formali che nessun costo ricada né sui cittadini coinvolti né sulle casse pubbliche italiane.
Alla domanda “chi pagherà le fatture sanitarie?” la risposta, allo stato attuale, sembra chiara: non le famiglie italiane e nemmeno lo Stato italiano, bensì il Canton Vallese con eventuale supporto della Confederazione svizzera. Resta però aperta un’altra questione, meno contabile e più morale: il prezzo umano di una tragedia che continua a presentare il conto mesi dopo i fatti.
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