Appello di Gaetano Mastellone: emergenza casa a Sorrento e nella Penisola Sorrentina
Riportiamo di seguito un interessante post pubblicato da Gaetano Mastellone sul suo profilo Facebook nel quale affronta con sensibilità e determinazione uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il diritto alla casa per i giovani e per tutte quelle famiglie che, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica come Sorrento e la Penisola Sorrentina, faticano sempre più a trovare un’abitazione in affitto stabile e sostenibile.
Partendo da un incontro reale con una giovane lavoratrice, Mastellone lancia un appello alla politica e alle istituzioni, denunciando una situazione che rischia di svuotare le comunità locali, allontanare i residenti e negare a tanti giovani la possibilità di costruire una famiglia e un futuro nel proprio territorio.
APPELLO SUL PROBLEMA CASA PER I GIOVANI (E NON SOLO)
La scorsa settimana, come già mi capitò lo scorso anno e scrissi un post inviandolo a Tutti i Sondaci (ovviamente senza aver avuto riscontro), in un negozio di Sorrento, mentre pagavo alla cassa, una giovanissima addetta – con grande cortesia – mi ha rivolto una richiesta semplice quanto profonda:
“Potrebbe scrivere un articolo sulle difficoltà che abbiamo noi giovani a trovare una casa in affitto per poter costruire il nostro futuro?”
Mi ha raccontato che lei e il suo compagno lavorano entrambi con contratto a tempo indeterminato. Possono permettersi un affitto. Eppure, una casa non riescono a trovarla. E per concludere ha detto: “Possibile che non abbiamo diritto a costruire una nuova Famiglia?”.
Quel modo diretto, educato, e quello sguardo pieno di speranza mi hanno colpito profondamente. Mi sono sentito davvero molto molto colpito.
Un problema reale, urgente, sottovalutato
Sì, cari Amici della politica – nazionale, regionale e locale – e cari amministratori (futuri a questo punto) del mio amato territorio di Sorrento e della Penisola Sorrentina: non sottovalutate questo problema.
Negli ultimi anni, molte famiglie sono state costrette a lasciare il territorio. Non per scelta, ma per necessità.
Ogni realtà, soprattutto quelle a forte vocazione turistica, ha un punto di rottura.
Superarlo significa compromettere l’equilibrio sociale e il futuro stesso della comunità.
La disperazione dei cittadini non va mai ignorata.
UNA DOMANDA SENZA RISPOSTA
Confesso che, in quel momento, non ho saputo dare una risposta concreta a quella ragazza.
Le ho solo detto:
“Ci penserò. Farò, per quanto possibile, un appello.”
E questo è ciò che sto facendo oggi.
Da semplice cittadino posso fare poco.
Ma il silenzio sarebbe imperdonabile.
UN PAESE CHE INVECCHIA (E SI SVUOTA)
Ci lamentiamo del calo delle nascite, ma forse non facciamo abbastanza per favorire la costruzione di nuove famiglie.
Alcuni dati dovrebbero far riflettere:
* Nel 2025 in Italia si registrano circa 355.000 nascite, tra i livelli più bassi di sempre
* Il calo rispetto all’anno precedente è di circa -6%
* La fascia 25–34 anni conta circa 6,3 milioni di persone, appena il 10% della popolazione
* Negli ultimi 20 anni si è perso oltre 2,3 milioni di giovani
* Dal 2011 al 2025, circa 630.000 giovani italiani hanno lasciato il Paese
Sono numeri che raccontano una verità amara: l’Italia sta invecchiando e perdendo i suoi giovani.
IL NODO CASA: UNA PRIORITA’ POLITICA
Il problema abitativo, soprattutto nelle località turistiche, è ormai strutturale.
La diffusione massiccia di case vacanza e B&B ha ridotto drasticamente l’offerta di affitti a lungo termine.
Servono scelte politiche coraggiose.
ALCUNE POSSIBILI LINEE DI INTERVENTO
Non ho la presunzione di offrire soluzioni definitive perchè sono un semplice Cittadino ma credo sia doveroso aprire un confronto serio. Se avessi potere politico di certo qualcosa tenterei di fare! E questa è una certezza.
Ecco comunque alcune proposte operative tanto per aprire un punto di discussione:
1. Incentivi ai proprietari
Agevolazioni fiscali per chi affitta a lungo termine, rendendo meno conveniente la conversione in uso turistico.
2. Regolamentazione degli affitti brevi
Limiti al numero di licenze per case vacanza e controlli più rigorosi. Controlli severi.
3. Edilizia abitativa accessibile
Piani di sviluppo per nuovi alloggi destinati a giovani coppie, anche tramite:
* edilizia convenzionata
* partenariati pubblico-privati
* recupero di immobili dismessi
4. Sviluppo del co-housing
Modelli abitativi innovativi basati sulla condivisione di servizi e spazi, per ridurre i costi e rafforzare il tessuto sociale.
5. Piattaforme di affitto equo
Strumenti digitali per mettere in contatto diretto proprietari e inquilini, favorendo trasparenza e stabilità.
6. Maggiore attivismo dei Comuni
Individuazione di aree e immobili da destinare a residenza stabile, con politiche mirate per i residenti.
UN APPELLO FINALE
I cittadini non possono essere espulsi dai loro territori. I cittadini sono il territorio.
Una città senza giovani, senza famiglie, senza residenti … non è più una comunità: è solo una vetrina.
Questo è un appello scritto di getto, ma sentito.
Faccio anche un invito a riflettere, a intervenire, a non restare immobili.
Perché dietro ogni numero di cittadino/a c’è una vita.
E dietro questa mia riflessione c’è il volto di una ragazza che chiede solo una cosa semplice: una casa per costruire il proprio futuro.
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