I condomini non sono sicuri? L’analisi dell’avvocato di Sorrento Luigi Alfano, criminologo forense
I condomini non sono sicuri? E’ questo l’argomento al centro di una recente puntata del programma televisivo “Psiche Criminale”, in onda su Cusano TV, con la partecipazione dell’avvocato e criminologo forense Luigi Alfano, originario di Sorrento e figura di spicco nel panorama investigativo italiano, cassazionista del foro di Nocera Inferiore, consulente del Tribunale di Torre Annunziata e perito della Procura di Napoli.
Negli ultimi anni si è diffusa sempre più la sensazione che vivere in condominio non sia più sicuro come un tempo. Si parla spesso di furti, problemi strutturali e degrado, ma nella realtà uno dei fattori che pesa di più sulla percezione di insicurezza è spesso sottovalutato: le continue liti tra condomini.
Dalle discussioni in assemblea ai veri e propri scontri quotidiani tra vicini, la convivenza forzata può trasformarsi in una fonte costante di tensione.
Quando si parla di sicurezza nei condomini, le criticità principali riguardano tre ambiti: sicurezza fisica, sicurezza strutturale e soprattutto sicurezza “sociale”, cioè la qualità dei rapporti tra i residenti.
Sul piano della sicurezza fisica, il timore più diffuso resta quello dei furti e delle intrusioni. Portoni lasciati aperti, citofoni guasti o sistemi di videosorveglianza assenti possono facilitare l’accesso a estranei. Tuttavia, molto spesso il vero problema non è la struttura, ma la scarsa collaborazione tra condomini: basta un vicino distratto o poco rispettoso delle regole per compromettere la sicurezza di tutti.
Se c’è un elemento che oggi caratterizza sempre più la vita condominiale è il conflitto costante tra vicini.
Le cause sono molteplici e spesso ripetitive: rumori molesti a ogni ora del giorno e della notte, discussioni sui posti auto assegnati o “occupati abusivamente”, uso improprio degli spazi comuni, animali domestici non gestiti correttamente, lavori in casa percepiti come invasivi o non autorizzati.
Questi episodi, all’apparenza banali, possono degenerare in litigi continui, lettere di diffida, assemblee infuocate e rapporti totalmente deteriorati.
In molti condomini si arriva a una situazione di vera e propria “guerra fredda”, dove i vicini non si parlano più e ogni piccolo gesto diventa motivo di scontro. In questi casi, la sensazione di insicurezza non deriva tanto da pericoli reali, quanto da un clima sociale ostile e stressante.
Il fattore umano, infatti, è spesso quello più determinante. Un condominio può essere tecnicamente sicuro, ma diventare emotivamente insostenibile.
Le tensioni tra vicini possono sfociare in comportamenti aggressivi, atteggiamenti provocatori o vere e proprie ritorsioni quotidiane: rumori “di risposta”, dispetti negli spazi comuni, segnalazioni continue all’amministratore o alle autorità.
In alcuni casi, la presenza di un solo condomino particolarmente conflittuale è sufficiente a rendere instabile l’intero equilibrio del palazzo.
Anche la manutenzione degli edifici diventa spesso terreno di scontro. Ascensori guasti, infiltrazioni, lavori rinviati o spese straordinarie generano discussioni accese tra chi vuole intervenire subito e chi preferisce rimandare.
Le assemblee condominiali si trasformano così in veri e propri campi di battaglia verbali, dove le decisioni vengono rallentate da conflitti personali più che da valutazioni tecniche.
Negli ultimi anni molti condomini hanno introdotto sistemi di videosorveglianza, accessi con badge e illuminazione automatica. Questi strumenti aiutano a ridurre i rischi legati ai furti, ma non risolvono il problema principale: la convivenza conflittuale.
Le tecnologie possono migliorare la sicurezza fisica, ma non possono eliminare litigi, incomprensioni e tensioni quotidiane tra vicini.
Alla domanda iniziale – “i condomini non sono sicuri?” – la risposta non è semplice.
Più che insicuri in senso stretto, i condomini sono spesso luoghi di forte stress relazionale. È proprio questo aspetto a influenzare maggiormente la percezione dei residenti: non tanto il rischio di criminalità, quanto la difficoltà di convivere serenamente con gli altri.
In definitiva, la sicurezza in condominio non dipende solo da porte blindate e telecamere, ma soprattutto da qualcosa di molto più complesso: la capacità dei condomini di convivere senza trasformare ogni divergenza in una lite permanente.
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