Vico Equense rinnova la sua devozione: questa sera solenne intronizzazione dei Santi Martiri Ciro e Giovanni
Vico Equense si prepara a vivere questa sera un momento di grande intensità spirituale e di profonda comunione comunitaria. Dopo la celebrazione eucaristica delle ore 18:30, presieduta da don Michele Afeltra, parroco delle comunità di Aurano e Caprile di Gragnano, la città sarà protagonista di un evento carico di significato religioso e identitario.
La liturgia, animata dalla comunità parrocchiale, sarà preceduta dalla recita del Santo Rosario a San Ciro in lingua napoletana, espressione autentica di una fede semplice e popolare che nasce dalla preghiera condivisa e si intreccia con la storia e la cultura del territorio. Un momento particolarmente sentito, capace di unire generazioni diverse nel segno della devozione e della tradizione.
Al termine della celebrazione si svolgerà la solenne intronizzazione delle statue dei Santi Martiri Ciro e Giovanni, patroni della città di Vico Equense. Un rito che si compirà in un clima di raccoglimento e partecipazione corale, richiamando la comunità a riscoprire il valore della testimonianza cristiana vissuta fino al sacrificio estremo.
I Santi Ciro e Giovanni, uniti dall’amicizia nella preghiera e dal martirio, continuano a parlare al cuore dei fedeli. Il loro esempio richiama la Chiesa e la società contemporanea alla coerenza evangelica, al coraggio della fede vissuta nella quotidianità e alla speranza che nasce dalla Croce e si realizza pienamente nella Risurrezione.
L’evento va oltre la dimensione liturgica: rappresenta un segno pubblico di unità, memoria condivisa e responsabilità spirituale. Un richiamo forte ai valori universali della fede, della pace e della dignità umana, che interpellano il presente e orientano il futuro della comunità.
Nel solco di una tradizione secolare, che ha sempre custodito con devozione i Santi Patroni, Vico Equense rinnova questa sera il suo legame profondo tra fede, storia e vita civile. Una conferma che la tradizione non è un’eredità immobile del passato, ma una realtà viva, capace ancora oggi di generare identità, speranza e senso di appartenenza.
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