Sorrento, svolta per le aste portabandiera di Piazza Tasso: via al progetto di riqualificazione
Nel cuore di Sorrento, tra il via vai continuo di visitatori e lo sguardo aperto sul Golfo di Napoli, esistono dettagli capaci di raccontare più di quanto si immagini. È il caso delle aste portabandiera di Piazza Tasso, che per mesi hanno rappresentato una contraddizione difficile da ignorare: da un lato una città proiettata sulla scena internazionale, dall’altro segni evidenti di trascuratezza proprio nel suo spazio più simbolico.
Quelle bandiere, un tempo espressione di accoglienza e apertura verso il mondo, avevano progressivamente perso forza e significato. Sbiadite dal sole, lacerate dal vento, consumate dal tempo, erano diventate una presenza stonata nel “salotto buono” cittadino. La loro rimozione, tuttavia, non ha risolto il problema: al loro posto sono rimasti i pennoni arrugginiti, sospesi nel vuoto come strutture dimenticate, capaci di evocare un senso di abbandono tanto discreto quanto eloquente.
Il tema non è passato inosservato. Già nell’agosto del 2025 una relazione tecnica del Comune aveva certificato lo stato di deterioramento degli ancoraggi lungo il tratto che sovrasta via Luigi De Maio. Eppure, nonostante la consapevolezza del problema, tutto è rimasto fermo per mesi. Nel frattempo, le segnalazioni si sono moltiplicate, così come il malcontento di cittadini e operatori turistici, sempre più consapevoli di quanto anche i dettagli incidano sull’immagine complessiva della città.
Oggi, però, qualcosa cambia. Con l’intervento del commissario straordinario Rosalba Scialla si apre finalmente una nuova fase. Il progetto di riqualificazione approvato, sostenuto da un investimento di circa 48mila euro, non si limita a sostituire strutture ormai compromesse, ma propone un ripensamento più ampio del decoro urbano. L’idea è quella di coniugare funzionalità ed estetica, restituendo armonia a uno degli scorci più rappresentativi della città.
Il nuovo assetto prevede l’installazione di quattro elementi lungo il marciapiede settentrionale, ciascuno con base circolare in acciaio corten, progettata anche come fioriera. Da queste basi si innalzeranno tre aste in vetroresina, leggere ma resistenti, capaci di raggiungere i cinque metri di altezza. Una soluzione che non solo migliora la sicurezza e la durata delle strutture, ma contribuisce anche a valorizzare l’affaccio sul Golfo, integrandosi con maggiore eleganza nel contesto urbano.
Ma la questione, in fondo, va oltre l’aspetto tecnico. Le bandiere, a Sorrento, non sono semplici elementi decorativi: sono un linguaggio. Parlano di identità, di relazioni, di una vocazione all’accoglienza che rappresenta il cuore stesso della città. Trascurarle significa, in qualche modo, indebolire quel racconto.
Il rischio, già sperimentato, è quello di trasformare un simbolo positivo in un segnale opposto: da apertura a incuria. In una realtà attraversata ogni giorno da migliaia di visitatori, nulla è davvero secondario. Ogni dettaglio contribuisce a costruire un’impressione, e spesso sono proprio i particolari a fare la differenza tra una buona esperienza e una memorabile.
La riqualificazione delle aste portabandiera diventa così un’occasione preziosa. Non solo per restituire dignità a Piazza Tasso, ma anche per avviare una riflessione più ampia sul senso della cura degli spazi pubblici. Perché troppo spesso si interviene solo quando il problema diventa evidente, quando il degrado non è più ignorabile. E invece il vero salto di qualità sta nella prevenzione, nella continuità, nella capacità di prendersi cura prima che sia necessario rimediare.
In questo senso, il restyling appena approvato può segnare l’inizio di una nuova stagione. Una stagione in cui amministrazione, cittadini e operatori condividano una responsabilità comune: custodire la bellezza. Perché in un luogo come Piazza Tasso, più che altrove, ogni dettaglio ha un peso. E può diventare, nel silenzio, il segno distintivo di una città che non si limita a mostrarsi bella, ma sceglie ogni giorno di esserlo davvero.
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