Sorrento, luminarie e sicurezza. La riflessione di Raffaele Attardi: “La tradizione va tutelata, ma senza mettere a rischio le persone”
Sorrento. Nel dibattito acceso che ha accompagnato il rinvio del montaggio delle luminarie per la festa patronale, l’intervento dell’ex sindaco Raffaele Attardi invita a fermarsi e riflettere, andando oltre le polemiche. Non un attacco alla tradizione, né una presa di distanza dal sentimento religioso e comunitario, ma una riflessione lucida e responsabile su un tema troppo spesso sottovalutato: la sicurezza delle persone.
Partendo dall’analisi dei fatti e delle possibili criticità emerse nella documentazione presentata, Attardi richiama il valore delle regole come strumento di tutela collettiva, ricordando che il rispetto delle tradizioni non può e non deve mai prescindere dalla salvaguardia dell’incolumità dei cittadini. Un richiamo alla memoria, alla responsabilità delle istituzioni e degli operatori, ma anche a una visione più moderna e consapevole delle feste pubbliche, affinché errori già pagati in passato non si ripetano.
Un contributo che pone al centro la comunità, la legalità e la prevenzione, nella convinzione che mettere la sicurezza al primo posto non significhi mortificare la tradizione, ma preservarla e renderla più forte e credibile nel tempo.
Attardi nel suo post sui social così scrive: «Forse è opportuno chiedersi cosa è successo.
Io immagino che il Comitato, formato da Cittadini entusiasti, ha presentato la domanda per montare le luminarie, allegando il progetto predisposto dalla Ditta incaricata, mettendo al primo posto la tradizione, ma non ponendo cura alla sicurezza.
Dai documenti esibiti si é evidenziato che c’erano carenze nella documentazione esibita.
Non so cosa sia stato contestato, ma evidentemente non erano carenze di poco conto, perché riguardavano la sicurezza delle Persone.
Si è così generata una non conformità grave rispetto ai requisiti previsti dalla legge, non conformità che metteva a pregiudizio la sicurezza dei Cittadini.
E così, immagino tanto per fare un esempio esemplificativo e non esaustivo, poteva verificarsi che a causa del maltempo poteva verificarsi un incidente, ad esempio la caduta di un palo (si usano ancora pali in legno), con esiti imprevedibili.
Il rischio in oggetto era oggettivamente aggravato dal fatto che in occasione della Festa la strada è molto affollata.
È stata perciò richiesta una integrazione della domanda, solo e ad esclusiva tutela dei Cittadini e quindi si è dovuta integrare la docunentazione, e questo ha causato il rinvio del montaggio.
Io vengo da una famiglia che mi ha educato ad onorare il Santo, rispettare le tradizioni, a voler bene ai Sacerdoti e a rispettare le leggi.
E mi hanno anche insegnato che la Chiesa è prima di tutto la Comunita dei fedeli. Amare la Chiesa è anche rispettare le Persone e garantire in tutte le circostanze la loro incolumità.
Perciò hanno fatto bene le Autorità a chiedere di integrare la documentazione.
In una Comunita solidale non si può mettere la festa prima della sicurezza. Sorrento ha già pagato duramente per questo pressapochismo.
Quello che si può fare e che si deve fare è imparare dagli errori e perciò io mi auguro che il Comune, visto la superficialità con cui da sempre si affrontano queste situazioni, emetta un regolamento, applicativo delle leggi della sicurezza, per regolamentare queste e tante altre dove si generano situazioni di rischio grave e che gli operatori non solo prendano coscienza di questo, ma vadano oltre e investano in attezzature e professionalità per rendere tutti più sicuri. E che nel Regolamento precisi che le autorizzazioni vanno richieste almeno 60 giorni prima.
Io penso che anche S. Antonino sarebbe contento di questo. Anche per lui certamente la sicurezza deve venire prima di tutto.
Dobbiamo mettere la sicurezza (e la tutela ambientale) prima di tutto, non solo in questo caso, ma sempre, non per abolire la tradizione ma per preservarla».
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