Sorrento, il Comune riorganizza il patrimonio pubblico: stop alle rendite di favore
Sorrento. Una svolta netta nella gestione dei beni comunali. Il Comune della città del Tasso ha avviato una profonda riorganizzazione del proprio patrimonio pubblico, mettendo fine a rendite di posizione e introducendo nuove regole improntate a equità, trasparenza ed efficienza. A riportare la notizia è il giornalista Antonino Siniscalchi, che dà conto dei contenuti della recente delibera adottata dal Commissario prefettizio Rosalba Scialla.
Il provvedimento interviene in maniera strutturale su occupazioni, concessioni e criteri di valorizzazione degli immobili comunali, segnando un vero e proprio punto di rottura con il passato. Il patrimonio dell’Ente – che comprende immobili destinati a uffici pubblici, servizi alla cittadinanza, arredi e beni strumentali – rappresenta infatti una risorsa strategica per una città come Sorrento, non solo sotto il profilo amministrativo, ma anche economico e sociale.
Secondo quanto evidenziato nella delibera relativa al Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari 2026-2028, emergono criticità ormai consolidate: canoni di locazione ben al di sotto dei valori di mercato, concessioni protratte nel tempo a condizioni di favore, carenze nei controlli interni e un danno erariale definito “concreto e attuale”. Osservazioni già messe nero su bianco dal Collegio dei Revisori dei Conti e ora recepite formalmente dall’amministrazione commissariale.
Il quadro delineato è quello di una gestione patrimoniale inefficiente, incapace di garantire entrate adeguate e di tutelare gli equilibri di bilancio dell’Ente, con una conseguente esposizione a responsabilità amministrative e contabili. Per questo, la delibera richiama esplicitamente i principi di economicità, efficienza ed efficacia sanciti dall’articolo 97 della Costituzione e dal Testo Unico degli Enti Locali.
Il cuore della riorganizzazione consiste nell’adeguamento dei canoni e delle tariffe ai reali valori di mercato, attraverso criteri oggettivi e uniformi per tutti i soggetti che occupano o utilizzano beni comunali. Un cambio di paradigma che punta a eliminare trattamenti differenziati difficilmente giustificabili e a riaffermare il principio secondo cui il patrimonio pubblico non è una rendita privata, ma una risorsa collettiva.
La scelta della commissaria Rosalba Scialla rappresenta un atto di discontinuità deciso, destinato a far discutere, ma che riporta al centro una questione fondamentale: i beni pubblici devono essere gestiti nell’interesse generale. In una città a forte vocazione turistica come Sorrento, una gestione corretta e trasparente del patrimonio comunale diventa anche uno strumento essenziale di governo del territorio e di sviluppo sostenibile.
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