Sorrento festeggia S. Antonino, ma chi sono gli altri Santi Patroni della città?
Sorrento custodisce una tradizione religiosa antica e stratificata, frutto di secoli di fede e di vicende storiche che hanno modellato l’identità della città. La diffusione del cristianesimo in quest’area risalirebbe ai primi secoli dell’era cristiana, probabilmente già nel IV secolo, dando origine a un patrimonio di devozioni che nel tempo si è arricchito e trasformato.
Le prime figure venerate come protettori della comunità furono, con ogni probabilità, i martiri locali menzionati nel Martirologio Romano. Le fonti non concordano sul numero esatto: alcune parlano di poco più di dieci, altre arrivano a contarne quaranta. Tra i nomi tramandati figurano Marco, Quinto, Quartilla e Quintilla, insieme ad altri compagni, per un totale che la tradizione più accreditata fissa in tredici. Questi testimoni della fede rappresentano le radici più profonde del culto cristiano sorrentino.
Con il passare dei secoli, accanto ai martiri si affermarono nuove figure di riferimento. Tra queste emersero i primi vescovi della città — Sant’Attanasio di Sorrento, San Baccolo, San Renato di Sorrento e San Valerio — che contribuirono a consolidare la struttura ecclesiastica locale e a rafforzare il legame tra comunità e fede. A loro si aggiunse presto la figura destinata a diventare centrale nella spiritualità cittadina: Sant’Antonino di Sorrento, ancora oggi simbolo religioso per eccellenza della città.
Nel corso dell’età moderna, soprattutto nel Settecento, furono ufficialmente riconosciuti ulteriori patronati. Tra i santi invocati come protettori comparivano San Gennaro, San Nicola di Bari, San Vincenzo Ferreri, San Nicola da Tolentino, San Michele Arcangelo, San Filippo Neri, Santa Maria Maddalena, San Rocco e San Francesco Saverio, oltre a diverse devozioni mariane, come quella per la Madonna Addolorata e per la Madonna Assunta. Col tempo, tuttavia, molte di queste celebrazioni persero centralità, rimanendo vive soprattutto nella memoria storica e nelle tradizioni locali.
Oggi il cuore delle celebrazioni religiose sorrentine batte soprattutto per Sant’Antonino. A lui sono dedicate due ricorrenze annuali: la prima, il 14 febbraio, giorno della sua morte, rappresenta la solennità principale; la seconda, celebrata la prima domenica di maggio, richiama il suo ruolo di protettore dei giardinieri e del mondo agricolo, categorie storicamente fondamentali per l’economia del territorio.
Accanto al patrono principale, continuano a essere ricordati con rispetto e partecipazione anche i compatroni — Attanasio, Baccolo, Renato e Valerio — le cui feste, pur meno solenni, testimoniano la continuità di una tradizione religiosa che ha accompagnato Sorrento lungo i secoli, intrecciando fede, identità e memoria collettiva.
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