Settimana Santa a Piano di Sorrento, il sindaco Cappiello: “Non è solo tradizione, è la nostra storia”
Nel cuore della Settimana Santa Piano di Sorrento si prepara a vivere giorni di intensa spiritualità e profonda partecipazione collettiva. Non si tratta soltanto di riti antichi che si ripetono, ma di un patrimonio vivo, capace di rinnovarsi ogni anno attraverso il coinvolgimento della comunità e delle istituzioni. In questo clima di attesa e riflessione si inserisce il messaggio del sindaco Salvatore Cappiello, che ha voluto condividere con i cittadini il significato più autentico di questo tempo così speciale.
Nei giorni che precedono il Venerdì Santo, momento culminante delle celebrazioni con la suggestiva processione dell’Arciconfraternita Morte e Orazione, il primo cittadino ha incontrato in Comune il Priore Michele Gargiulo, sottolineando il valore della tradizione come ponte tra passato e futuro.
Il sindaco Cappiello scrive: «La Settimana Santa a Piano di Sorrento non è solo tradizione. È la nostra storia, un intreccio di fede, emozione e cultura che definisce chi siamo.
In questi giorni di attesa, ho ricevuto in Comune il Priore della Nera, Michele Gargiulo. Con lui ho condiviso il senso profondo dei riti della Settimana Santa che si fanno eredità per le nuove generazioni.
Quest’anno, il Venerdì Santo, l’Amministrazione Comunale parteciperà proprio alla Nera, con il gonfalone della Città, come parte di un unico corpo. È stata scelta una posizione che significa condivisione: saremo subito dopo il coro del Miserere, dietro di noi non ci saranno barriere né lampioni di chiusura a segnare un distacco con il resto della Comunità.
Dietro l’Amministrazione, senza filtri o confini, ci sarà la gente. Il nostro popolo. Ci saremo Noi, Piano di Sorrento. L’istituzione non chiude il cammino, ma lo vive insieme ai cittadini. Saremo un’unica lunga scia di devozione e appartenenza, uniti nel buio della notte, pronti a continuare, passo dopo passo, il nostro percorso comune.
Buon Cammino a tutti noi!».
Le parole del sindaco restituiscono con chiarezza il senso più profondo della Settimana Santa: non un semplice evento da osservare, ma un’esperienza collettiva da vivere. La scelta dell’Amministrazione di prendere parte alla processione senza creare distanze simboliche rappresenta un segnale forte, quasi un manifesto di comunità. In un tempo in cui spesso le istituzioni appaiono lontane, qui si compie un gesto opposto: si cammina insieme, fisicamente e spiritualmente, condividendo lo stesso spazio, lo stesso silenzio, la stessa emozione.
La processione della Nera, con il suo carico di suggestione, di canti e di passi cadenzati nel buio, diventa così non solo un momento religioso, ma anche un’immagine di identità collettiva. Ogni partecipante contribuisce a formare quella “lunga scia di devozione e appartenenza” evocata nel messaggio. È un cammino che annulla le distanze, che unisce generazioni diverse e che trasforma la memoria in presenza viva.
In questo contesto la Settimana Santa a Piano di Sorrento si conferma come un patrimonio immateriale di straordinario valore. Non solo per la bellezza dei riti o per la loro antichità, ma per la capacità di coinvolgere, di emozionare e di far sentire ciascuno parte di qualcosa di più grande. È il segno di una comunità che riconosce nelle proprie tradizioni non un peso del passato, ma una guida per il presente e per il futuro.
E così, mentre le luci si abbassano e il silenzio avvolge le strade, quel cammino condiviso diventa metafora di un percorso più ampio: quello di un popolo che, unito, continua a riconoscersi nei valori della fede, della solidarietà e dell’appartenenza. Un cammino che non termina la sera del Venerdì Santo ma che prosegue ogni giorno, nella vita di una comunità che sceglie di restare insieme.
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