Piano di Sorrento, un ricordo che vive nella comunità: intitolati a Don Alberto Cadolini i locali dell’Arciconfraternita Morte e Orazione
Piano di Sorrento. Una mattinata di memoria, affetto e gratitudine quella vissuta dall’Arciconfraternita Morte e Orazione che oggi si è raccolta nella Celebrazione Eucaristica delle ore 10.00 per ricordare il mai dimenticato padre spirituale Don Alberto Cadolini, chiamato alla Casa del Padre il 30 dicembre 1994. Una figura che ha lasciato un segno profondo nella vita del Sodalizio e nella comunità, e che continua a vivere nel ricordo e nella preghiera di quanti lo hanno conosciuto.
La celebrazione è stata anche occasione per affidare alla misericordia del Signore altri sacerdoti che, con spirito di servizio e dedizione, hanno accompagnato la crescita spirituale dei confratelli: Don Francesco Saverio Sessa, Don Alfredo Amendola, Don Antonino Guarracino e il giovanissimo Don Domenico Cassandro. Pastori diversi tra loro ma accomunati da una stessa vocazione: donarsi senza riserve alla comunità, sostenendo, guidando e testimoniando la fede con la propria vita.
Al termine della Messa, in un clima di commozione e profonda partecipazione, è stata scoperta la targa che intitola i locali di Via Carlo Amalfi dell’Arciconfraternita alla memoria di Don Alberto Cadolini, alla presenza dei familiari del compianto sacerdote (Clicca QUI per vedere il video) Un gesto simbolico ma carico di significato, che rende tangibile un legame che non si è mai spezzato e che continuerà a parlare alle generazioni future.
Particolarmente significativa la presenza del Vicesindaco Giovanni Iaccarino, confratello dell’Arciconfraternita, che nel suo intervento ha sottolineato il valore della memoria condivisa e il ruolo delle istituzioni nel custodire e riconoscere storie di impegno e dedizione. Ricordare figure come Don Cadolini – ha evidenziato – significa custodire un patrimonio di fede, umanità e servizio che ha contribuito a costruire la vita della comunità.
Quella di oggi non è stata soltanto una cerimonia commemorativa, ma un atto di riconoscenza collettiva, un modo per dire “grazie” a chi, con discrezione e amore, ha saputo accompagnare la comunità nei momenti di gioia e difficoltà. Un ricordo che non appartiene solo al passato, ma che continua a illuminare il presente e a orientare il futuro.




