Piano di Sorrento, la riflessione di don Rito Maresca sul Vangelo del giorno: “Quando manca una guida”
Il Vangelo di oggi, tratto da Marco 6,34, offre un’immagine che parla al cuore di ognuno di noi: «Sbarcato, vide molta folla ed ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore» (Mc 6,34).
A commento di questo passo don Rito Maresca, amministratore parrocchiale della Parrocchia di Mortora a Piano di Sorrento, scrive un messaggio di profonda attualità e riflessione personale: «Mi guardo intorno e vedo quanto sia drammatica l’assenza di una vera leadership. Trump sta rivelando con chiarezza come siano tornati i prepotenti a fare i capi. E intanto mancano pastori capaci di guidare il gregge loro affidato: nella scuola, nel lavoro, nella politica, persino nella Chiesa.
Oscilliamo tra due estremi: boss dispotici e persone smidollate, che non si assumono il coraggio della propria posizione. In mezzo, tanta gente lasciata senza guida, senza orizzonte, senza parole affidabili. Gesù vede queste pecore senza pastore e ne ha compassione.
Poi, però, scendendo più in profondità, mi chiedo: io so essere pastore almeno della mia anima? Della mia storia? E mi accorgo di quanti giorni vivo “a casaccio”, di quanti giorni mi lascio trascinare, di quanti giorni perdo perché non riesco a dare una direzione alle pecore dei miei pensieri, delle mie parole, delle mie azioni.
Forse è troppo facile lamentarsi dei politici, dei capi religiosi, degli insegnanti, della classe dirigente… se non sono io, per primo, pastore della mia anima.
Eppure Gesù non mi guarda con giudizio, ma con compassione e tenerezza. Guarda la gente che gli corre dietro senza la minima consapevolezza, tanto da non essersi portata dietro neppure un panino. E non la umilia: la accoglie. Accoglie anche la mia irresponsabilità, non per giustificarla, ma per trasformarla dal di dentro.
Oggi scegli un solo gesto di “pastore” per la tua anima: 10 minuti di silenzio, una pagina di Vangelo, una decisione rimandata da giorni. E se ti va, scrivi nei commenti: qual è la pecora del tuo cuore che oggi va riportata al centro?».
Il messaggio di Don Rito unisce osservazione sociale e introspezione personale. Da una parte denuncia il vuoto di leadership presente in molte sfere della vita contemporanea: politica, istruzione, lavoro e perfino nella Chiesa. Si nota la contrapposizione tra chi esercita il potere in modo autoritario e chi invece evita di assumersi responsabilità, lasciando molti “senza pastore”.
Dall’altra, l’invito è rivolto a ciascuno di noi: prima di cercare colpe fuori, è fondamentale chiedersi se sappiamo essere pastori della nostra anima. Quante volte viviamo in modo automatico, senza dare direzione ai nostri pensieri, parole e azioni? Quante volte ci lasciamo trascinare dalle circostanze senza scegliere con consapevolezza il percorso della nostra vita?
La forza del Vangelo, sottolinea don Rito, non sta nel giudizio o nella condanna, ma nella compassione e nella trasformazione interiore. Gesù accoglie la folla smarrita, come accoglie ciascuno di noi, e ci invita a prenderci cura della nostra vita con piccoli gesti quotidiani: dieci minuti di silenzio, una pagina di Vangelo, una decisione rimandata.
In questo senso il passo evangelico diventa un invito alla responsabilità personale e alla cura della propria interiorità, ricordandoci che essere “pastore della propria anima” è il primo passo per vivere con senso e consapevolezza.
La riflessione di don Rito si conclude con una domanda aperta e provocatoria: qual è la pecora del tuo cuore che oggi va riportata al centro? Una domanda semplice, ma capace di farci fermare, guardare dentro di noi e scegliere un piccolo gesto di cura per la nostra vita interiore.




