Piano di Sorrento, la riflessione di don Rito Maresca sul Vangelo del giorno: “Il frutto non è per trattenerlo”
Ogni giorno il Vangelo invita i credenti a interrogarsi sul senso della propria vita e sul modo in cui si risponde alla chiamata di Dio. Nella riflessione odierna don Rito Maresca, amministratore parrocchiale della Parrocchia di Mortora a Piano di Sorrento, propone una meditazione che prende spunto dalla parabola dei vignaioli raccontata nel Vangelo secondo Matteo.
Il cuore del messaggio è semplice ma profondamente provocatorio: ciò che riceviamo non è destinato a rimanere nelle nostre mani, ma è chiamato a diventare dono per gli altri. La vita, con i suoi talenti e le sue opportunità è come una vigna affidata alla nostra cura: siamo chiamati a coltivarla e a restituirne i frutti.
Don Rito scrive: «Il frutto non ti è dato per essere trattenuto. Ti è dato per essere consegnato.
«Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto» (Mt 21,34).
La mia vita è quella vigna che tu mi hai consegnato perché portasse frutti a vantaggio di altri. Mi hai dato tutto il necessario perché il raccolto fosse abbondante. E, a volte, mi accorgo che il bene c’è, che qualcosa di buono cresce… ma che fatica consegnarlo.
Preferisco tenerlo per me. Preferisco gestirlo io. Preferisco sentirmi padrone. È sottile: non dico “Dio non c’entra”, ma vivo come se la vigna fosse mia e come se il frutto mi spettasse.
E tu mandi i tuoi servi, i tuoi messaggeri: parole, persone, richiami interiori, avvenimenti che mi svegliano. Ma quante volte ho fatto finta di ascoltare, o ho pensato che parlassero per altri. Come se questa parabola riguardasse sempre qualcun altro, mai me.
Aiutami oggi a guardare questa giornata non come un elenco di richieste, ma come un’opportunità per dare; non come un mucchio di pretese, ma come la possibilità di amare e portare frutto.
Oggi scelgo un frutto da consegnare: un gesto di servizio, un tempo donato, una parola che edifica, un perdono, una rinuncia, una cura. E lo consegno a Te.
Qual è il frutto che fai più fatica a consegnare?».
La parabola a cui si riferisce il brano del Vangelo secondo Matteo parla di una vigna affidata a dei contadini che, dimenticando di essere soltanto custodi, finiscono per comportarsi da padroni. È un’immagine potente che racconta la tentazione umana di appropriarsi di ciò che in realtà è un dono.
Don Rito Maresca invita a riconoscere che la vita stessa è una vigna ricevuta in affidamento: capacità, tempo, relazioni e opportunità non sono semplicemente proprietà personali, ma realtà che acquistano senso quando diventano frutto per gli altri.
Il passaggio più delicato, sottolinea don Rito, è proprio questo: riconoscere il bene che cresce dentro di noi ma trovare il coraggio di condividerlo. Spesso il rischio non è negare Dio apertamente, ma vivere come se tutto dipendesse solo da noi, dimenticando l’origine del dono.
Il messaggio finale lascia spazio a una domanda personale: quale frutto facciamo più fatica a consegnare?
Può essere il tempo, che difendiamo gelosamente; il perdono, che costa più di quanto vorremmo; oppure una parola buona che potrebbe cambiare la giornata di qualcuno. Il Vangelo ricorda che il bene non è fatto per essere trattenuto, ma per circolare.
La proposta concreta è semplice: scegliere oggi un piccolo frutto da donare. Un gesto di attenzione, un atto di servizio, una rinuncia per amore. Piccoli segni che trasformano una giornata qualunque in un’occasione per far maturare la vigna della vita.
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