Piano di Sorrento, il Vangelo del giorno commentato da don Rito Maresca: “Il mattino che orienta la giornata”
“I primi minuti del giorno decidono spesso tutto il resto”. Con queste parole semplici e dirette don Rito Maresca, amministratore parrocchiale della Parrocchia di Mortora a Piano di Sorrento, introduce la sua riflessione sul Vangelo del giorno, affidata a un post che ha il sapore di un invito personale, quasi confidenziale, a rileggere il nostro modo di iniziare le giornate.
Don Rito scrive: «I primi minuti del giorno decidono spesso tutto il resto.
«Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava» (Mc 1,35).
C’è un dono nel mattino presto. I nonni dicevano: “Il mattino ha l’oro in bocca”. E qualcuno ha persino parlato di “miracle morning”: non perché sia magia, ma perché quel tempo, se lo custodisci, ti rimette al centro.
Gesù, prima dell’alba, non corre a fare: corre a stare. Si ritira, si isola, respira… e prega. Come a dirci: prima di affrontare le voci del mondo, ascolta la Voce che ti fonda.
E io? Come sono i miei primi minuti quando mi sveglio?
Sono già in ansia? Mi butto sul telefono? Parto a testa bassa? Oppure mi concedo un attimo di silenzio, una parola del Vangelo, un “Signore, guidami oggi”?
Oggi prova così: prima schermata zero, prima parola Lui. Anche solo 3 minuti.
E poi dimmi: com’è la tua routine del mattino? C’è un’abitudine piccola che vorresti cambiare?».
Parole che colpiscono per la loro concretezza. Don Rito non propone gesti eroici o programmi spirituali complessi, ma una scelta minima e radicale allo stesso tempo: proteggere l’inizio. Nel Vangelo di Marco, Gesù si alza quando è ancora buio e si ritira in un luogo deserto per pregare. Non perché debba “fare di più”, ma perché sa che senza quel tempo di intimità con il Padre, tutto il resto rischia di perdere direzione.
La riflessione tocca una ferita molto attuale: il nostro rapporto con il tempo e con le prime ore del giorno. Spesso il risveglio è già carico di notifiche, urgenze, ansie anticipate. Il telefono diventa la prima voce ascoltata, prima ancora della nostra coscienza. Don Rito ribalta questa dinamica con un’immagine semplice ma potente: “prima schermata zero, prima parola Lui”. Un invito a disinnescare la frenesia prima che prenda il comando.
C’è anche una sottile pedagogia spirituale in questo messaggio. Gesù “non corre a fare, corre a stare”. È una frase che vale come chiave di lettura dell’intera vita cristiana: l’agire nasce dallo stare, il servizio dalla relazione, la missione dall’ascolto. Senza questo ordine, anche le cose buone rischiano di diventare pesi.
Infine, la domanda aperta con cui il post si conclude non è retorica, ma profondamente evangelica: “C’è un’abitudine piccola che vorresti cambiare?”. La conversione, ancora una volta, non passa da rivoluzioni clamorose, ma da scelte quotidiane, umili, possibili. Anche solo tre minuti di silenzio possono diventare spazio di grazia.
In un tempo che ci spinge a cominciare le giornate correndo questa riflessione ci ricorda che forse il vero atto di libertà è fermarsi un attimo, quando è ancora buio, e affidare il giorno a Qualcuno che lo precede.
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