Piano di Sorrento, il rischio di una fede apparente al centro della riflessione di don Rito Maresca
Ogni giorno il Vangelo invita i credenti a fermarsi e a interrogarsi sul senso autentico della fede. Non si tratta soltanto di ascoltare parole antiche, ma di lasciarsi provocare da un messaggio che continua a parlare alla vita concreta di oggi. Nel commento al Vangelo odierno, don Rito Maresca, amministratore parrocchiale della Parrocchia di Mortora a Piano di Sorrento, propone una riflessione che mette al centro il rischio di una fede vissuta solo in apparenza, ricca di segni esteriori ma povera di contenuto reale.
Don Rito scrive: «C’è chi abolisce. E c’è chi svuota. E spesso lo svuotamento è più pericoloso.
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17).
C’è chi si oppone apertamente al Vangelo e chi, dall’interno, con piccoli e costanti compromessi, lo impoverisce. Un tempo lo scontro era più chiaro: grandi ideologie, un certo marxismo ateo contrapposto alla fede (parlando del nostro Occidente). Era quasi la lotta tra Peppone e don Camillo: anche dura, ma almeno esplicita.
Peppone ormai è morto. Ma don Camillo non ha “vinto”.
Oggi il nemico più subdolo non si oppone: svuota.
Viviamo in un mondo in cui i simboli religiosi sembrano moltiplicarsi: tatuaggi con croci di ogni tipo, preghiere pubbliche persino nelle stanze del potere, rosari e icone branditi come bandiere, partecipazioni a messe e rituali, migliaia di persone nella nostra terra che preparano processioni… e tuttavia resta il rischio: segni pieni fuori e vuoti dentro. Vite cristiane “decorate” ma non trasformate.
Gesù dice che è venuto a dare compimento alla Legge: letteralmente a riempirla.
C’è da riempire la Legge per non finire nello stupido legalismo.
C’è da riempire il Vangelo perché la misericordia non diventi “va bene tutto” e la Grazia non diventi una parola che consola… senza cambiare niente.
Oggi, certamente, la tua agenda sarà piena. Ma la domanda è un’altra: la tua vita sarà piena?
Piena di verità. Piena di conversione. Piena di amore concreto.
Scegli un solo “riempimento” per oggi: una parola del Vangelo vissuta, un perdono dato, un gesto di carità, un tempo vero per Dio. Piccolo, ma reale.
Che cosa, in questo tempo, ti accorgi di vivere “pieno fuori e vuoto dentro”?».
La riflessione proposta da don Rito invita a guardare oltre la superficie della vita religiosa. In un’epoca in cui i segni della fede sono spesso visibili nello spazio pubblico e nella vita quotidiana, il rischio è quello di fermarsi all’apparenza, confondendo la presenza dei simboli con la profondità dell’esperienza spirituale.
Il Vangelo, invece, richiama continuamente alla coerenza tra ciò che si professa e ciò che si vive. Non basta dichiararsi credenti o partecipare a momenti di culto se poi la fede non incide nelle scelte, nei rapporti con gli altri, nel modo di affrontare il lavoro, le difficoltà e le relazioni quotidiane. La vera sfida del cristianesimo resta quella di tradurre il messaggio evangelico in gesti concreti.
In questo senso, il richiamo a “riempire” la vita di significato diventa un invito a recuperare autenticità. La fede non è una semplice tradizione da custodire né un segno identitario da esibire, ma un cammino che chiede conversione continua, attenzione agli altri e capacità di rinnovarsi interiormente.
Il messaggio che emerge da questa meditazione è dunque profondamente attuale: la qualità della vita spirituale non si misura dalla quantità di riti o di parole, ma dalla capacità di lasciare che il Vangelo trasformi davvero il cuore e il comportamento. Anche un gesto piccolo, se vissuto con sincerità, può diventare un segno concreto di questa trasformazione.
Ed è proprio in questi piccoli passi quotidiani che la fede smette di essere soltanto un simbolo e diventa una realtà viva, capace di illuminare la vita personale e di portare un cambiamento reale nel mondo che ci circonda.
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