Piano di Sorrento, il disastro della Marina d’Aequa nello scritto di Mons. Sessa: quando la chiesa non bastò a contenere il dolore
Oggi ricorrono i 44 anni del naufragio del “Marina d’Aequa”, nave mercantile dell’Italmare. Il bilancio fu devastante: 30 vittime, di cui ben 21 appartenenti alla Penisola Sorrentina.
Il disastro del “Marina d’Aequa” rivive attraverso la cronaca di quei giorni scritta con grafia tremante da Monsignor Francesco Saverio Sessa, Parroco della Basilica di San Michele Arcangelo, documento umano e spirituale che ancora oggi emoziona profondamente e che viene riportata in un post dell’Arciconfraternita Morte e Orazione di Piano di Sorrento: «“immaginarsi lo sgomento, il pianto, il lutto della nostra gente…”
Il disastro della Marina d’Aequa, riletto attraverso la grafia tremante della cronaca di quelle ore stilata da Mons. Francesco Saverio Sessa, Parroco della Basilica di San Michele Arcangelo a Piano di Sorrento, continua a emozionare profondamente.
Domenica 3 gennaio 1982 fu celebrato un rito di preghiera e di suffragio dall’Arcivescovo Antonio Zama, alla presenza del Ministro della Marina Mercantile Mannino e del Sottosegretario Patriarca. Il parroco annotò tra i presenti anche il Comandante Achille Lauro.
“C’era tanta gente che la nostra chiesa, pur tanto grande, non riuscì a contenerla.”
Insieme ai familiari dei dispersi, la comunità notò con dolore un’assenza simbolica: quella della statua di San Michele Arcangelo, “partita” per i restauri il 30 settembre 1981. Quel vuoto nel tempietto, unito alla mancanza delle salme dei trenta naufraghi, divenne il segno tangibile di una tragedia che ha segnato per sempre il cuore della nostra terra».





