Nella Liturgia di oggi il consueto annuncio del giorno della Pasqua e delle feste mobili
Nel giorno dell’Epifania del Signore, momento culminante delle celebrazioni natalizie, le liturgie cattoliche propongono un’antichissima tradizione: l’Annuncio della Pasqua. Durante la celebrazione eucaristica di oggi, subito dopo la proclamazione del Vangelo, il rito solenne ricorda come la data della Pasqua e delle feste che da essa derivano vengano stabilite ogni anno.
L’Epifania non è solo la celebrazione dei doni dei Magi e della manifestazione del Redentore al mondo, ma rappresenta anche l’inizio del cammino che culminerà negli eventi pasquali. La Chiesa, nel ritmo delle sue liturgie, accompagna i fedeli a meditare sul mistero della salvezza e sul Triduo pasquale — il Crocifisso, sepolto e risorto — che raggiungerà il suo culmine nella Domenica di Pasqua, il 5 aprile.
«Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà̀ in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà̀ nella domenica di Pasqua, il 5 aprile.
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la Santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
le Ceneri, inizio della Quaresima, il 18 febbraio;
l’Ascensione del Signore, il 17 maggio;
la Pentecoste, il 24 maggio;
la prima domenica di Avvento, il 29 novembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella Commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo, che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen».







