Nasce la Fototeca Civica della Penisola Sorrentina: quando memoria e innovazione camminano insieme
C’è un modo concreto e virtuoso di fare comunità: mettere in rete istituzioni, scuola e cittadini per proteggere la memoria collettiva. È da questa visione condivisa che prende vita la Fototeca Civica della Penisola Sorrentina, un progetto che unisce passato e futuro, tradizione e tecnologia, formazione e servizio pubblico.
L’iniziativa è il frutto di una collaborazione tra il Comune di Piano di Sorrento e l’Istituto San Paolo, formalizzata attraverso un protocollo d’intesa che ha un obiettivo ambizioso ma necessario: salvare e rendere accessibile l’immenso patrimonio fotografico del Novecento locale. Un patrimonio fragile, spesso custodito su pellicole e negativi unici, che rischiava di andare perduto senza un intervento strutturato.
A rendere possibile il progetto è stato un gesto concreto dell’amministrazione comunale che ha donato alla scuola scanner professionali ad alta precisione, strumenti indispensabili per la digitalizzazione di materiali storici estremamente delicati. Grazie a queste attrezzature gli studenti dell’indirizzo informatico potranno lavorare direttamente sugli archivi fotografici di Foto Pino (Giuseppe Galantino). Successivamente di lavorerò anche sugli archici di Antonio Irolla e Federico Iaccarino.
Il progetto coinvolge i ragazzi nei percorsi di PCTO e si svilupperà nell’arco di tre anni. Non si tratta di un’attività meccanica o ripetitiva: gli studenti diventano veri e propri “archeologi digitali”, chiamati a intervenire su più livelli.
Il lavoro parte dalla cura del materiale originale: pulizia dei negativi, scansione ad alta definizione, interventi di fotoritocco conservativo. Segue poi una fase cruciale di catalogazione informatica, che permetterà di organizzare e rendere ricercabile ogni immagine. I dati verranno conservati sia su supporti fisici sia in cloud, garantendo sicurezza e durata nel tempo.
Parallelamente, i ragazzi si occuperanno dello sviluppo degli strumenti digitali: un sito web dedicato, realizzato con linguaggi come HTML, CSS e PHP e supportato da database MySQL, e in prospettiva anche un’app, pensata per una consultazione ancora più immediata e accessibile.
Il valore del materiale trattato è straordinario. Come ha evidenziato il funzionario alla cultura Giacomo Giuliano, alcune fotografie sono arrivate dall’estero con spedizioni assicurate e non hanno alcuna copia esistente. Sono documenti unici, testimonianze visive che raccontano non solo luoghi, ma epoche, eventi e cambiamenti profondi.
A guidare gli studenti nella lettura storica delle immagini sarà il professor Elio Angrilli, studioso di storia locale, che li affiancherà nella redazione delle didascalie e nell’inquadramento dei contesti. Un supporto fondamentale per aiutare le nuove generazioni a comprendere un secolo che, per loro, appare distante ma che ha costruito il presente.
Particolarmente significativo l’intervento del vicesindaco Giovanni Iaccarino, che ha ricordato come le fotografie non siano semplici vedute urbane, ma racconti di vita: riti religiosi, piazze che cambiano volto, attività commerciali scomparse, momenti di festa e di difficoltà. Scatti che restituiscono la storia sociale, economica e politica di Piano di Sorrento e dell’intera penisola.
Le immagini della Domenica delle Palme, della vecchia Piazza dei Cannoni o degli eventi straordinari come l’eruzione del Vesuvio del 1944 diventano così occasioni di incontro con la memoria collettiva. Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli eredi dei fotografi, che hanno scelto di affidare questo patrimonio alla comunità.
La Fototeca Civica non è un punto di arrivo, ma un processo in evoluzione. Già nei prossimi mesi le prime immagini saranno consultabili attraverso il portale del Comune di Piano di Sorrento, con possibilità di ricerca tematica e percorsi dedicati alla vita quotidiana, agli eventi storici e alle tradizioni locali.
È la dimostrazione concreta di come la tecnologia, se usata con intelligenza e visione, possa diventare la migliore alleata della memoria. Perché conservare il passato non significa chiuderlo in un archivio, ma renderlo vivo, accessibile e utile alle generazioni future.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto




