L’intervento di Rosario Lotito: “Sorrento merita verità, non illusioni”
Negli ultimi giorni, le notizie emerse da alcune indagini hanno riportato al centro del dibattito pubblico il tema della legalità nella penisola sorrentina. Un tema delicato, spesso sottovalutato o addirittura negato, che oggi torna con forza a interrogare cittadini e istituzioni. In questo contesto si inserisce la riflessione di Rosario Lotito, referente locale di Europa Verde e osservatore attento delle dinamiche sociali e ambientali del territorio, che invita a rompere il silenzio e a guardare con lucidità la realtà.
Lotito scrive: «SORRENTO MERITA VERITÀ…
Quello che sta emergendo dalle indagini è sconcertante.
Ma il problema, oggi, non è solo quello che è stato scoperto.
Il problema è tutto ciò che per anni è stato negato.
Perché continuare a dire “a Sorrento la malavita non esiste” non è ingenuità.
È una scelta.
Ed è una scelta pericolosa.
Allora prendiamo un riferimento chiaro, il più autorevole possibile: Giovanni Falcone.
Falcone ci ha lasciato una verità durissima: la mafia non è invisibile perché non esiste.
È invisibile perché sa nascondersi dentro la società.
Non è un corpo estraneo.
È un fenomeno umano.
Vive nelle relazioni, nei silenzi, nelle convenienze.
E allora vi faccio una domanda:
quando qualcuno dice “qui non esiste nulla”, sta davvero difendendo la città o sta difendendo un sistema che vuole restare indisturbato?
Perché la negazione è il primo alleato della malavita.
Se non esiste, non si combatte.
Se non esiste, non si indaga.
Se non esiste, non ci sono responsabilità.
E tutto resta com’è.
Ma noi non possiamo più permettercelo.
Sorrento non è questo.
Sorrento è gente perbene.
È lavoro.
È giovani che vogliono un futuro pulito.
E proprio per questo non può essere raccontata con una bugia.
Perché dire che non esiste nulla non protegge Sorrento.
La espone.
La indebolisce.
La consegna a chi lavora nell’ombra.
Oggi non è più il tempo delle mezze parole.
È il tempo del coraggio.
Il coraggio di guardare in faccia la realtà.
E io una scelta l’ho fatta.
Sto dalla parte della verità.
Sempre.
Anche quando fa male.
Anche quando è scomoda.
Anche quando costa.
Perché solo da lì può nascere una Sorrento diversa.
Una Sorrento libera.
Una Sorrento che rialza la testa».
Il messaggio che emerge da queste parole va oltre la denuncia e tocca un nodo strutturale che riguarda molte realtà locali: il rapporto tra percezione collettiva e realtà dei fenomeni criminali. Quando una comunità costruisce la propria identità anche sull’idea di essere “immune”, rischia di sviluppare una forma di difesa che diventa negazione. E la negazione, nel lungo periodo, produce vulnerabilità.
Le dinamiche illegali contemporanee, infatti, raramente si manifestano con segnali evidenti e riconoscibili. Tendono piuttosto a infiltrarsi nei circuiti economici, nelle relazioni professionali, nei meccanismi di consenso sociale. In territori ad alta vocazione turistica e con economie fortemente interconnesse, il rischio non è solo quello della presenza criminale, ma della sua normalizzazione silenziosa.
Affrontare questo tipo di fenomeni richiede un cambio di paradigma: passare da una narrazione difensiva a una cultura della responsabilità diffusa. Ciò implica il coinvolgimento attivo di cittadini, operatori economici e istituzioni, non solo sul piano repressivo ma anche su quello culturale ed educativo. La trasparenza amministrativa, la tutela delle attività sane e la promozione di spazi di confronto pubblico diventano strumenti fondamentali.
Inoltre, è essenziale distinguere tra reputazione e realtà. Proteggere l’immagine di un territorio non può significare occultarne le criticità. Al contrario, è proprio la capacità di riconoscere e affrontare i problemi che rafforza la credibilità di una comunità, anche agli occhi dell’esterno.
Il punto centrale, dunque, non è stabilire se esista o meno un problema, ma decidere quale atteggiamento adottare di fronte alla complessità. Continuare a minimizzare può offrire un vantaggio immediato in termini di tranquillità apparente, ma nel lungo periodo indebolisce gli anticorpi sociali. Scegliere invece la consapevolezza comporta un costo, ma rappresenta l’unica strada per costruire un equilibrio più solido e duraturo.
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto


