“La Penisola Sorrentina espelle i suoi figli”: l’allarme di Rosario Lotito sulla crisi abitativa
Quella che segue non è solo una testimonianza personale, ma il racconto lucido e doloroso di una condizione che in Penisola Sorrentina sta diventando sempre più diffusa e insostenibile. La crisi abitativa, con affitti ormai fuori dalla portata di residenti, pensionati e giovani famiglie, sta spingendo molte persone lontano dalla propria terra, privandole non solo di una casa, ma anche di dignità e sicurezza.
Rosario Lotito, Presidente del Comitato Tutela Salute Pubblica Penisola Sorrentina, ha scelto di rendere pubblico il messaggio che riportiamo integralmente perché racchiude, con parole semplici e profonde, il dramma silenzioso vissuto quotidianamente da tante famiglie del territorio. Una storia che non chiede assistenza o compassione, ma il riconoscimento di un diritto fondamentale: poter vivere nel luogo che si ama, senza la costante paura di non farcela.
Raccontare queste realtà significa rompere il silenzio e accendere un faro su un’emergenza che non può più essere ignorata. Solo dando voce a chi vive queste difficoltà è possibile sperare in un cambiamento reale.
Rosario Lotito scrive: «La Penisola Sorrentina espelle i suoi figli.
Ho scelto di pubblicare questa lettera perché racchiude, con parole semplici ma dolorose, tutto il dramma che tantissime famiglie, tantissimi anziani e tantissimi giovani stanno vivendo oggi in Penisola Sorrentina a causa della gravissima crisi abitativa.
Prima di renderla pubblica ho, ovviamente, chiesto e ottenuto l’autorizzazione di chi me l’ha scritta, perché credo fermamente che storie come questa non debbano restare chiuse nel silenzio.
Ci sono realtà che vanno raccontate, perché solo rendendole pubbliche possiamo sperare di affrontarle e cambiarle.
Buongiorno Signor Lotito, mi scuso per il disturbo. Sono una ragazza originaria di Sorrento che ormai vive in Toscana da diversi anni.
I miei genitori abitano a Sant’Agata sui due Golfi e mia mamma l’ha seguita su Facebook, ha espresso il desiderio di poterle parlare, ma non essendo molto pratica con i social ho deciso di farlo io.
Sono molti anni che mamma e papà stanno affrontando difficoltà di ogni tipo. Da giovani si sono trasferiti altrove, ma da quando nel 2004 hanno deciso di voler tornare nel loro paese natìo, questo gli ha restituito sofferenze e stenti, togliendo loro pian piano la dignità e la forza di andare avanti.
I fitti carissimi sono stati sempre il problema principale. Quando vivevo con loro li ho aiutati in tutti i modi, ma ora per tutta una serie di problematiche non posso lavorare e non so come aiutarli. Mio padre è disperato, ha anche una condizione fisica che non gli permette di poter fare niente, e sta aspettando invano una risposta dai medici.
Non possono permettersi di rivolgersi ad un privato. Sono due pensionati che forse non riusciranno a pagare l’affitto nei prossimi mesi. Io vivo con la continua preoccupazione e la paura di quello che potrebbe succedere ad entrambi e penso che se non ci fossimo io e mia sorella…Conosciamo benissimo la disperazione…
Loro non vogliono soldi, ma il diritto di poter vivere con dignità nel luogo che amano e che hanno sempre amato.
La ringrazio anche solo per aver letto questo messaggio e spero con tutta me stessa che qualcosa cambi e al più presto».
Iscriviti al gruppo Facebook di Posideo per non perdere nessun contenuto




