“Il canto del Vesuvio”: a Piano di Sorrento un viaggio tra scienza, mito e tradizione
La Città di Piano di Sorrento, attraverso l’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili, promuove un nuovo appuntamento del ciclo di seminari “Orizzonti Consapevoli in una Società che cambia”, un percorso di approfondimento dedicato ai grandi temi del presente riletti alla luce della storia, della cultura e della conoscenza scientifica.
Venerdì 27 febbraio, alle ore 10.00, nella Sala Consiliare comunale, si terrà l’incontro dal titolo “Il canto del Vesuvio: tra magma, miti e melodie popolari”, un evento che si propone di esplorare il vulcano simbolo del territorio campano da una prospettiva multidisciplinare.
Protagonista assoluto sarà il Vesuvio, analizzato non solo come fenomeno geologico ma anche come elemento identitario, culturale e immaginario collettivo. A guidare il pubblico in questo percorso saranno il dott. Giovanni Gugg, antropologo, e il dott. Giovanni Rea, geologo, che offriranno una lettura integrata tra scienza e narrazione, tra studio del magma e costruzione dei miti popolari.
Un elemento di particolare rilievo dell’iniziativa è il coinvolgimento diretto degli studenti del Liceo Scientifico “Gaetano Salvemini” di Sorrento. A presentare l’incontro saranno infatti Raffaele De Maio, Luigi Fattorusso e Giuseppe Pianese, giovani studenti del liceo, protagonisti attivi di un momento culturale che mette al centro la partecipazione delle nuove generazioni.
La loro presenza rappresenta un segnale importante: la cultura non è solo trasmissione di contenuti, ma dialogo intergenerazionale e crescita condivisa. Affidare agli studenti il compito di introdurre e presentare un seminario di tale spessore significa valorizzare il ruolo della scuola come laboratorio di cittadinanza consapevole.
L’iniziativa, sostenuta dall’Amministrazione comunale, conferma l’impegno del Comune di Piano di Sorrento nel promuovere occasioni di confronto e approfondimento, capaci di coniugare rigore scientifico, memoria storica e sensibilità culturale.
“Il canto del Vesuvio” si preannuncia dunque come un momento di riflessione e scoperta, in cui il vulcano diventa metafora potente di trasformazione, energia e identità, raccontato attraverso la voce della scienza e l’entusiasmo dei giovani.
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