Frana a Vietri sul Mare, l’allarme degli esperti: “Basta emergenze, serve prevenzione”
Dopo l’evento franoso verificatosi lo scorso 12 febbraio a Vietri sul Mare, che ha portato al distacco di circa 50 metri cubi di detriti dal costone roccioso e allo sgombero precauzionale di sei nuclei familiari, torna con forza il tema della fragilità del territorio e della necessità di un approccio più strutturato alla prevenzione del rischio.
A intervenire è Rosario Santanastasio, presidente nazionale di Archeoclub d’Italia Aps, che in un post commenta l’accaduto sottolineando come episodi di questo tipo non possano più essere considerati eventi straordinari: «Ancora una volta il territorio viene devastato da eventi franosi che ormai, soprattutto in questi periodi dell’anno, sono diventati una costante».
Secondo Santanastasio le cause dei dissesti sono molteplici, ma riconducibili in larga parte alla vulnerabilità intrinseca di alcune aree, dove specifiche condizioni geologiche e geomorfologiche favoriscono l’innesco di frane e smottamenti. Un rischio noto, che richiederebbe una conoscenza approfondita e sistematica dei luoghi.
«La lettura della geomorfologia e la corretta caratterizzazione del territorio – prosegue Santanastasio – non possono essere affidate alla casualità. Devono essere affrontate con professionalità e competenza». Un richiamo chiaro alla necessità di studi accurati, monitoraggi costanti e interventi programmati, in grado di ridurre il pericolo prima che si trasformi in emergenza.
Il presidente nazionale di Archeoclub d’Italia punta il dito contro una prassi ormai consolidata: intervenire solo quando il danno è già avvenuto: «Spesso ci si affida al caso ma nella realtà c’è solo da intervenire per tempo. Il “malato”, in molti casi, potrebbe essere curato facilmente nella fase di prevenzione, senza dover attendere la solita azione in emergenza e in somma urgenza».
L’episodio di Vietri sul Mare, fortunatamente senza conseguenze per le persone, diventa così l’ennesimo campanello d’allarme. Un invito, rivolto alle istituzioni e alla collettività, a investire nella conoscenza del territorio e nella prevenzione, per tutelare non solo la sicurezza dei cittadini ma anche un patrimonio paesaggistico e culturale di straordinario valore.
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