Disservizi postali a Capri, l’Unione Nazionale Consumatori diffida Poste Italiane
Continuano le criticità nel servizio di recapito della corrispondenza sull’isola di Capri. A denunciarle è l’Unione Nazionale Consumatori, che attraverso la propria delegazione locale ha inviato una diffida formale a Poste Italiane S.p.A. per i gravi disservizi segnalati da numerosi cittadini residenti.
A renderlo noto è la stessa associazione di tutela dei consumatori tramite i propri canali ufficiali. Secondo quanto riferito, nelle ultime settimane si sarebbe registrato un peggioramento significativo nella consegna della posta, con ritardi prolungati e, in diversi casi, con la totale mancata consegna della corrispondenza.
Alle difficoltà legate ai tempi di recapito si aggiungono episodi ritenuti particolarmente gravi: in alcune circostanze, infatti, la posta sarebbe stata abbandonata in strada, senza alcuna custodia e visibile a chiunque, con una evidente violazione delle norme sulla riservatezza dei dati personali previste dal Regolamento europeo GDPR.
L’Unione Nazionale Consumatori sottolinea come una situazione analoga si fosse già verificata in passato e fosse rientrata solo dopo reiterati solleciti, mentre oggi si ripresenta in modo sistematico, causando un danno concreto alla collettività. Molti cittadini, infatti, non riescono a ricevere in tempo bollette, atti amministrativi, comunicazioni fiscali o giudiziarie, con il rischio di incorrere in penali, interessi o sospensioni di servizi essenziali per una morosità che non dipende dalla loro volontà.
«Abbiamo diffidato formalmente Poste Italiane – spiega l’avvocato Teodorico Boniello, responsabile della delegazione dell’Isola di Capri – chiedendo il ripristino immediato del regolare servizio di recapito sull’intero territorio comunale. È necessario adottare senza ulteriori ritardi tutte le misure utili a garantire la continuità del servizio, il rispetto degli obblighi di legge e la tutela della riservatezza degli utenti, ponendo fine a qualsiasi deposito improprio della corrispondenza in luoghi non idonei».
In assenza di una soluzione immediata, l’associazione annuncia di riservarsi ulteriori azioni, tra cui la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica per ipotesi di interruzione di pubblico servizio e per le violazioni legate alla custodia della corrispondenza, oltre al coinvolgimento delle autorità competenti.
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