Cordoglio a Piano di Sorrento per la scomparsa di Vittorio d’Esposito
Profondo cordoglio a Piano di Sorrento per la scomparsa di Vittorio d’Esposito, Imprenditore edile, già Assessore e Consigliere presso il Comune carottese.
Il giornalista Antonino Siniscalchi lo ricorda con un articolo che riportiamo integralmente:
Un uomo radicato nella sua terra, nella politica come nella professione, capace di attraversare decenni di storia locale lasciando un segno riconoscibile e coerente. La scomparsa di Vittorio d’Esposito riporta alla memoria una figura centrale della vita pubblica di Piano di Sorrento e, insieme, il profilo di un protagonista coerente con le proprie scelte amministrative, determinante di una stagione politica ormai consegnata alla storia. Padre di Fabrizio d’Esposito, stimato editorialista de Il Fatto Quotidiano, Vittorio ha incarnato un’idea di impegno civile che nasceva dalla famiglia e si traduceva in servizio quotidiano alla comunità. Democristiano della prima ora sulla scia del suocero Raffaele Cafiero-Bebè, sindaco di Piano di Sorrento negli anni Sessanta del secolo scorso.
Imprenditore edile per vocazione e per tradizione familiare, Vittorio d’Esposito seguì le orme del padre Giovanni, capostipite di una dinastia di costruttori che, insieme ai fratelli, Giosué, Raffaele e Mario, contribuì allo sviluppo urbanistico di Piano di Sorrento. Diplomato all’istituto nautico Nino Bixio, seppe coniugare competenze tecniche, spirito imprenditoriale e senso delle istituzioni, costruendo una biografia professionale solida e rispettata.
La politica fu l’altra grande dimensione della sua vita. Cresciuto politicamente nella Democrazia Cristiana, Vittorio d’Esposito rimase sempre fedele a quell’area culturale che si riconosceva in Amintore Fanfani, senza mai aderire al filone gavianeo radicato sul territorio: la sua casa, infatti, fu quella fanfaniana, coerente e riconoscibile. Emblematica la vittoria contro la lista della Democrazia Cristiana in una fase cruciale della vita amministrativa cittadina, segno di un consenso personale forte e radicato negli anni di tangentopoli che portarono con la lista Insieme per Piano alla elezione di Vincenzo Nastro alla guida di Piano di Sorrento, aprile 1993.
L’impegno amministrativo in Consiglio comunale a Piano di Sorrento parte dal 1967, raccogliendo anche un’eredità familiare importante: il suocero sindaco di Piano di Sorrento. Da allora, la sua presenza nelle istituzioni fu pressoché ininterrotta. Consigliere comunale dal 1967 agli anni Novanta, assessore con esperienze condivise con altri gruppi politici di Piano di Sorrento, Vittorio d’Esposito attraversò la grande trasformazione della politica italiana.
Nel 1983, con la scissione dalla Democrazia Cristiana, fu tra coloro che diedero vita al Partito Repubblicano a Piano di Sorrento, confermando una capacità di scelta autonoma e mai opportunistica.
Alla fine degli anni Novanta, il testimone passò idealmente al compianto figlio Giancarlo, subentrato in Consiglio comunale, a conferma di una tradizione di impegno pubblico che ha segnato più generazioni della famiglia d’Esposito. Oggi rimane il ricordo di un grande personaggio della storia locale: un uomo che ha saputo essere imprenditore, amministratore e cittadino, sempre con discrezione, rigore e profondo amore per Piano di Sorrento.
Cordoglio espresso dal Comune di Piano di Sorrento e dall’Arciconfraternita Morte e Orazione, il saluto terreno a Vittorio d’Esposito, domani mattina alle ore 10 nella Basilica di San Michele Arcangelo. Lo piangono la moglie Lucia con Alessandro e Ettore, il figlio Fabrizio con Maria Elena e Diego Maria, la nuora Raffaella con Rosellina e Vittoria, la sorella Giovanna, i fratelli Elio e Mario.
L’abbraccio a Fabrizio dai colleghi del Fatto Quotidiano: “I direttori Marco Travaglio e Peter Gomez, i vicedirettori Maddalena Oliva e Simone Ceriotti, le redazioni del Fatto Quotidiano, del fattoquotidiano.it e di MillenniuM, e la Società editoriale il Fatto si stringono attorno al collega Fabrizio d’Esposito per la perdita dell’amato padre Vittorio. A Fabrizio, a Maria Elena e al piccolo Diego l’abbraccio di tutti noi”.
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