“Attese che non deludono”: la riflessione di don Rito Maresca invita a riconoscere Dio nelle cose piccole
Una riflessione intensa, profonda e sorprendentemente concreta quella di don Rito Maresca, amministratore parrocchiale della Parrocchia di Mortora a Piano di Sorrento, che ci accompagna a meditare sul senso dell’attesa e della pace del cuore, partendo dalla figura evangelica di Simeone.
Don Rito scrive: «Ci sono attese che non deludono.
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza».
Simeone non corre, non trattiene, non pretende altro.
Ha atteso tutta la vita e ora basta così.
Non perché tutto sia risolto, non perché il mondo sia cambiato, ma perché ha visto.
Ha riconosciuto la salvezza in un bambino fragile, portato al tempio per compiere una Legge. Niente di clamoroso, niente miracoli, solo un bambino tra le braccia… eppure per lui è abbastanza.
Quanta pace nasce quando smettiamo di pretendere segni spettacolari e impariamo a riconoscere Dio nelle cose piccole.
Simeone non dice: “ora posso fare”, “ora posso cambiare il mondo”, ma “ora posso andare in pace”.
La pace non nasce dall’avere tutto sotto controllo, ma dall’aver visto ciò che conta davvero.
Forse anche tu stai aspettando qualcosa: una risposta, una svolta, una guarigione, una parola chiara.
E se la salvezza fosse già passata tra le tue braccia, ma non l’hai riconosciuta perché era troppo semplice, troppo fragile, troppo quotidiana?
Fermati oggi e chiediti:
che cosa sto aspettando ancora, quando forse ho già visto abbastanza per andare in pace?».
Le parole di don Rito ci riportano a una delle immagini più delicate del Vangelo: Simeone, anziano giusto e timorato di Dio, che dopo una vita di attesa riconosce nelle braccia un bambino la salvezza promessa. Non un segno clamoroso, non una trasformazione immediata del mondo, ma la certezza pacifica di aver visto ciò che basta.
Don Rito sottolinea con forza una verità spirituale spesso dimenticata: la nostra fede, come anche la nostra vita quotidiana, è spesso segnata da una continua pretesa di segni straordinari, cambiamenti improvvisi, risposte eclatanti. Eppure, la vera pace non nasce quando “tutto si sistema”, ma quando impariamo a riconoscere ciò che conta davvero.
Don Rito invita a guardare dove spesso non guardiamo: nelle piccole cose, nei gesti quotidiani, nelle fragilità, negli incontri che sembrano normali. Proprio lì può nascondersi ciò che abbiamo a lungo atteso.
È un messaggio profondamente umano e spirituale allo stesso tempo: quante volte la risposta che cerchiamo è già davanti a noi, ma non la riconosciamo perché non corrisponde alle nostre aspettative? Quante volte aspettiamo “altro”, mentre ciò che basterebbe a darci pace è già passato nelle nostre mani?
Le sue parole diventano allora una domanda diretta e personale: che cosa stiamo ancora aspettando?
Davvero abbiamo bisogno di altro per sentirci in pace, o forse ciò che basta l’abbiamo già incontrato, ma non lo abbiamo riconosciuto?
La riflessione di don Rito è al tempo stesso, un invito alla fiducia e alla gratitudine: rallentare, guardare, riconoscere e ringraziare. Perché ci sono attese che non deludono quando impariamo a vedere con occhi diversi.
Un messaggio che arriva al cuore della fede, ma anche al cuore dell’uomo. Un invito dolce e deciso: forse abbiamo già visto abbastanza per andare in pace.





