A Vico Equense il teatro che fa sorridere e riflettere: successo al Centro Parrocchiale di Fornacelle. Il plauso del sindaco Aiello
Una serata di teatro che diventa comunità, identità e condivisione. È questo il senso dell’esperienza vissuta dal sindaco di Vico Equense Peppe Aiello che ha partecipato alla rappresentazione della commedia “Mettimmece d’accordo e ce vattimme” andata in scena al Centro Parrocchiale di Fornacelle.
Non un semplice spettacolo, ma un momento capace di lasciare il segno. «Ci sono serate che non sono soltanto spettacolo, ma diventano incontro e identità condivisa», ha scritto il primo cittadino, raccontando le emozioni provate al termine della rappresentazione. Una commedia brillante, capace di strappare sorrisi sinceri, ma anche di offrire spunti di riflessione, in quella dimensione autentica che solo il teatro dal vivo sa creare.
Il sindaco ha sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino molto più di un appuntamento culturale: sono occasioni in cui la comunità si ritrova, si riconosce e si rafforza: «Ne sono uscito con quella sensazione rara che solo il teatro autentico sa regalare: il sorriso che resta, la leggerezza che fa riflettere, la consapevolezza di aver partecipato a qualcosa di vivo».
Un plauso, quindi, a tutte le realtà associative e culturali che operano sul territorio, spesso lontano dai riflettori ma con grande passione e qualità. Secondo Aiello, esperienze come quella di Fornacelle rappresentano veri e propri presìdi culturali: luoghi in cui si coltivano talenti, si educa alla bellezza e si costruiscono relazioni solide tra le persone.
Una “fucina” creativa che non riguarda soltanto il teatro, ma che diventa motore di energie positive per l’intera città, generando ricadute culturali e sociali in ogni settore. In un tempo in cui il rischio dell’isolamento è sempre più concreto, momenti come questi dimostrano quanto sia fondamentale investire nella cultura come strumento di coesione.
«Grazie a chi rende possibili serate come questa», ha concluso il primo cittadino. Un ringraziamento che suona come un incoraggiamento a continuare su questa strada: quella di una Vico Equense che cresce anche attraverso il teatro, la partecipazione e la condivisione delle proprie radici.
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