A Piano di Sorrento “Stop e think – Il confine tra svago e rischio”: un focus sul disagio giovanile e i rischi nascosti
Un invito a fermarsi, riflettere e diventare consapevoli. È questo il messaggio al centro dell’incontro “Stop e think – Il confine tra svago e rischio”, in programma giovedì 19 febbraio, alle ore 10.00, presso il Centro Polifunzionale Giovanile di Piano di Sorrento, nell’ambito del ciclo di seminari “Orizzonti Consapevoli in una Società che cambia”, promosso dalla Città di Piano di Sorrento – Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili.
A presentare l’iniziativa saranno due giovani studenti, Giovanni Maria Arnone e Laura Provisiero, protagonisti attivi di un momento di dialogo che nasce dall’esigenza di dare voce alle nuove generazioni e di affrontare, senza filtri, le fragilità che attraversano l’adolescenza.
L’incontro, organizzato dal Liceo Scientifico “G. Salvemini” di Sorrento, con referente la prof.ssa Miriam Perfetto, in sinergia con le istituzioni e le realtà culturali del territorio, si configura come una risposta concreta al disagio adolescenziale, sempre più diffuso e complesso. Un disagio che spesso si muove in una zona grigia, dove il confine tra ciò che è svago e ciò che diventa rischio non è affatto delineato.
Social network, nuove dipendenze, comportamenti impulsivi, mancanza di consapevolezza delle conseguenze: sono solo alcune delle sfide che ragazzi e ragazze si trovano ad affrontare quotidianamente. Da qui la necessità di parlare direttamente agli studenti e alle studentesse, utilizzando un linguaggio chiaro e strumenti adeguati, affidandosi alla competenza di esperti.
Proprio in questa direzione si inserisce l’intervento del dott. Danilo Di Maio, avvocato penalista, chiamato a guidare la riflessione sul tema della responsabilità, dei limiti e delle conseguenze legali e personali di determinate scelte. Un contributo fondamentale per aiutare i giovani a comprendere che dietro gesti apparentemente leggeri o “di gioco” possono nascondersi rischi reali.
L’incontro rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra scuola, istituzioni e studenti, dove l’educazione diventa strumento di prevenzione e crescita. Perché fermarsi a pensare, oggi, è il primo passo per costruire un futuro più consapevole e sicuro.

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