Il messaggio di Mons. Arturo Aiello alle Confraternite: “Le processioni siano cammino autentico di fede”
La Settimana Santa, soprattutto nei territori del Sud Italia e in particolare nella penisola sorrentina, non è soltanto un tempo liturgico: è un’esperienza collettiva che coinvolge intere comunità, intrecciando memoria, devozione e identità. Le processioni che attraversano le strade, i simboli portati con solennità, i passi cadenzati nella notte: tutto parla di una fede che si fa visibile, che esce dalle chiese per abitare la vita quotidiana.
In questo contesto si inserisce il messaggio di Mons. Arturo Aiello, Vescovo di Avellino ed ex parroco della Parrocchia San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento, nonché Assistente Ecclesiastico della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia. Le sue parole rappresentano un richiamo profondo al senso autentico di queste tradizioni, affinché non si svuotino del loro significato più vero, ma continuino a essere espressione viva di fede.
Ecco il messaggio integrale di Monsignor Arturo Aiello: «La Pasqua è alle porte, i cuori sono in accelerazione. Desidero far giungere un augurio a tutti i confratelli delle Confraternite d’Italia di cui indegnamente, in qualche maniera, sono il referente spirituale. Per molte Confraternite, oltre alla centralità della Pasqua, questi giorni sono anche colmi di impegni nell’allestire – spero con amore e spero con fede – le varie processioni che si intrecciano soprattutto al sud per la Settimana Santa. Facciamo in modo che questo camminare, questo peregrinare, non sia un girare in tondo e non scada solo a fatto folcloristico, ma resti un evento di fede e cioè una fede narrata. Le processioni della Settimana Santa sono una narrazione lungo le strade di un popolo che si mette in cammino, segno della indole della Chiesa che è un popolo in cammino. Ovviamente non è un cammino fine a se stesso, ma anche quello della croce si apre alla Risurrezione. Siamo reduci da un trittico di domeniche di grande importanza perché abbiamo seguito l’anno A con il ciclo acqua, luce e vita: la samaritana, il vangelo del cieco nato e il vangelo di Lazzaro che ci hanno preparato – come gli antichi catecumeni – all’evento della Pasqua. Ogni dolore alla fine con fede fiorisce nella tomba vuota di Gesù Risorto. Il mio augurio è che le Confraternite tornino a essere luoghi di crescita ecclesiale, di crescita di fede, di crescita di formazione, di crescita nella carità. Buona Pasqua a tutti».
Le parole di Mons. Aiello offrono una chiave di lettura preziosa per comprendere il senso più profondo delle processioni della Settimana Santa. Esse non sono semplici rievocazioni storiche né manifestazioni esteriori di religiosità popolare: sono, come lui stesso afferma, una “fede narrata”. Una narrazione viva, incarnata nei gesti, nei simboli, nei silenzi e nei canti di un popolo che continua a camminare.
Il rischio del folklore, evocato con lucidità dal Vescovo, è reale: quando la tradizione si svuota del suo contenuto spirituale, resta solo la forma, per quanto suggestiva. Ma la forza delle Confraternite, soprattutto in territori ricchi di storia e devozione come quelli campani, è proprio quella di custodire un equilibrio delicato tra bellezza rituale e profondità interiore. È in questo equilibrio che la processione diventa davvero un atto di fede.
Il cammino, allora, non è mai “un girare in tondo”. È un movimento orientato, una tensione verso qualcosa che supera la fatica del presente. Anche la croce, simbolo centrale di questi giorni, non è fine a se stessa: è attraversata da una promessa. La Risurrezione, come ricorda il messaggio, non cancella il dolore ma lo trasfigura, lo apre a un significato nuovo. “Ogni dolore alla fine con fede fiorisce”: è questa la speranza che sostiene il passo lento dei confratelli, il silenzio raccolto delle processioni, la partecipazione commossa delle comunità.
In questo senso le Confraternite sono chiamate oggi a rinnovare la loro missione. Non solo organizzatrici di riti, ma luoghi di crescita autentica: nella fede, nella formazione, nella carità. Comunità vive, capaci di educare, accogliere, accompagnare. Il loro cammino non si esaurisce nei giorni della Settimana Santa ma continua nel quotidiano, nella concretezza dell’impegno verso gli altri.
Così, mentre la Pasqua si avvicina e i cuori “sono in accelerazione”, il messaggio di Mons. Aiello diventa un invito esigente ma luminoso: trasformare ogni gesto, ogni tradizione, ogni passo in un’occasione di incontro vero con il mistero pasquale. Perché solo una fede vissuta può davvero essere raccontata. E solo un popolo che cammina con consapevolezza può riconoscere, alla fine della strada, la luce della tomba vuota.
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