Addio a Gino Paoli, il suo forte legame con Napoli sancito dalla cittadinanza onoraria
La musica italiana perde una delle sue voci più iconiche: è scomparso all’età di 91 anni Gino Paoli, protagonista assoluto della canzone d’autore e figura capace di attraversare generazioni con eleganza e profondità. Con lui se ne va non solo un artista ma anche un uomo che ha saputo costruire un rapporto speciale con territori e culture diverse, tra cui Napoli, città che ha amato profondamente e che lo ha accolto come uno dei suoi.
Il legame tra Paoli e Napoli non è stato episodico, ma radicato nel tempo, fatto di incontri, collaborazioni e riconoscimenti reciproci. Un rapporto suggellato ufficialmente nel 2014, quando l’allora sindaco Luigi de Magistris gli conferì la cittadinanza onoraria insieme alla medaglia d’oro della città, riconoscendo in lui un interprete sensibile della cultura partenopea.
Già l’anno precedente, nel 2013, Paoli aveva reso omaggio alla tradizione musicale napoletana con l’album “Napoli con amore”, realizzato insieme al pianista Danilo Rea. Un lavoro intenso, capace di rileggere i grandi classici con uno sguardo personale, nel segno del rispetto e dell’ammirazione. Sempre nel 2014, fu protagonista di un concerto al prestigioso Teatro di San Carlo, in occasione dei 90 anni della Lilt, confermando ancora una volta la sua vicinanza alla città.
Il rapporto con Napoli, tuttavia, affondava le radici molto più indietro nel tempo. Già nel 1964 Paoli partecipò al Festival di Napoli come autore delle musiche di un brano, dimostrando un interesse autentico per la canzone napoletana. Un legame che negli anni si è rafforzato anche sul piano umano e politico: nel 1987, infatti, si candidò alle elezioni politiche anche a Napoli, venendo eletto deputato nelle file del Partito Comunista Italiano, poi confluito nel PDS.
Paoli ha più volte raccontato la sua visione della città, descrivendola come un luogo attraversato da una “dolce anarchia”, pieno di contraddizioni ma anche di straordinaria vitalità. Una definizione che, in qualche modo, rifletteva anche il suo carattere e il suo percorso artistico, sempre sospeso tra rigore e libertà.
Alla notizia della sua scomparsa, è arrivato il cordoglio delle istituzioni cittadine. Il sindaco Gaetano Manfredi e l’Amministrazione comunale hanno espresso profonda vicinanza alla famiglia, ricordando Paoli come un grande protagonista della cultura musicale italiana e un “figlio adottivo” di Napoli. Nel messaggio ufficiale si sottolinea come l’artista abbia sempre dimostrato una particolare sensibilità verso il repertorio classico napoletano, interpretandolo con rispetto e raffinatezza.
Il riconoscimento della cittadinanza onoraria resta oggi il simbolo più evidente di questo legame: un rapporto fatto di stima reciproca e affinità culturale, che ha unito un cantautore genovese a una delle città più musicali del mondo.
Con la scomparsa di Gino Paoli Napoli perde un interprete attento e appassionato della sua anima. Ma il segno lasciato dalla sua musica e dal suo amore per la città continuerà a vivere, come testimonianza di un incontro autentico tra due identità capaci di riconoscersi e valorizzarsi a vicenda.
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