Tragedia a Sorrento, le parole di Rosario Lotito: “Una morte che chiama tutti alle proprie responsabilità”
Una tragedia ha scosso profondamente la comunità di Sorrento nella mattinata di oggi. Un uomo ha deciso di togliersi la vita, lasciando dietro di sé dolore, interrogativi e un senso diffuso di impotenza. A intervenire pubblicamente sull’accaduto è stato Rosario Lotito, Presidente del Comitato Tutela Salute Pubblica Penisola Sorrentina, che ha affidato ai social un messaggio duro ed accorato: «Stamattina a Sorrento si è consumata l’ennesima tragedia. Un uomo si è tolto la vita.
Pare fosse alla disperata ricerca di una casa dopo la separazione e che non riuscisse a trovarla in nessun modo.
Davanti a una notizia così, non possiamo limitarci al silenzio o alla rassegnazione.
Questo dramma deve essere un monito per tutti: per le istituzioni, per la politica, per la comunità intera.
Da tempo denuncio che la Penisola Sorrentina è sull’orlo di una gravissima crisi sociale.
Giorno dopo giorno assistiamo a un vero e proprio depredamento del nostro territorio:
case trasformate in strutture turistiche, affitti impossibili, cittadini costretti ad andarsene, famiglie spezzate.
Sono profondamente addolorato per questo atto estremo.
Ma questo dolore deve diventare responsabilità collettiva.
Questa tragedia non parla solo di un uomo lasciato solo.
Parla anche dell’inesistenza di una reale assistenza psicologica sul nostro territorio.
Non abbiamo più un Centro di Salute Mentale che possa concretamente aiutare chi vive un disagio profondo.
Non possiamo più fingere che tutto questo non ci riguardi.
Non possiamo permettere che anche questa morte venga archiviata e dimenticata.
Serve subito:
– un piano serio per l’emergenza abitativa
– il ripristino immediato dei servizi di salute mentale
– politiche sociali vere, non slogan
Perché dietro ogni numero, dietro ogni notizia di cronaca, c’è una persona.
E oggi, quella persona è morta anche per colpa di un sistema che ha smesso di proteggere i più fragili».
Parole che vanno oltre il dolore del momento e che puntano il dito contro una crisi strutturale che da anni attraversa la Penisola Sorrentina. Lotito lega il gesto estremo a due emergenze ormai intrecciate: quella abitativa e quella psicologica. Da un lato un mercato immobiliare sempre più orientato al turismo, con affitti inaccessibili e residenzialità sacrificata; dall’altro la progressiva scomparsa di presìdi pubblici capaci di intercettare e sostenere il disagio mentale.
Il messaggio lancia un messaggio chiaro: questa non è solo una tragedia individuale ma il risultato di un sistema che ha smesso di ascoltare e proteggere. L’assenza di un Centro di Salute Mentale funzionante, denunciata da tempo, diventa in questo contesto un elemento centrale e non più rinviabile nel dibattito pubblico.
Il richiamo finale alla responsabilità collettiva interpella istituzioni, politica e comunità civile. Non come slogan, ma come richiesta di azioni concrete: politiche abitative, servizi sociali reali, assistenza psicologica accessibile. Perché, come ricorda Lotito, dietro ogni fatto di cronaca c’è una persona, una storia, una fragilità che non può essere ignorata.
In momenti come questi, il silenzio non basta. La memoria di chi non ce l’ha fatta impone una riflessione profonda e, soprattutto, scelte immediate e coraggiose, affinché tragedie simili non diventino una dolorosa normalità.
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