Piano di Sorrento, la riflessione di don Rito Maresca sul Vangelo del giorno: “Dio non ti vuole in regola. Ti vuole vivo”
Una riflessione diretta, disarmante, che invita a rileggere il Vangelo partendo dalla vita concreta e non dalle regole. È il messaggio condiviso da don Rito Maresca, amministratore parrocchiale della Parrocchia di Mortora a Piano di Sorrento, in un post dedicato al Vangelo del giorno.
Don Rito scrive: «Dio non ti vuole “in regola”. Ti vuole vivo.
«Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? … entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta… e ne diede anche ai suoi compagni» (Mc 2,25-26).
E Gesù conclude: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato» (Mc 2,27).
La religione spesso mette regole. Gesù e il suo Vangelo, invece, danno da mangiare.
Da uomo religioso, da sacerdote, a volte mi accorgo di essere più vicino all’“ordine” che ha condannato Gesù che alla libertà dei discepoli che lo seguivano. E mi chiedo, con sincerità: io do da mangiare… o difendo regole? Custodisco la vita… o controllo il perimetro?
Quando parlo con amici atei o lontani dalla Chiesa, mi domando che immagine restituisco di Dio e del Vangelo: annuncio la Grazia o solo l’impegno? la libertà dei figli o il dovere degli schiavi? il Padre che rialza o il giudice che misura?
E Gesù mi spiazza sempre: il metro non è la regola in sé, ma l’amore che salva. Il sabato non è una gabbia: è un dono. E quando il dono diventa muro, Gesù lo attraversa per far passare la vita.
Oggi prova a portare questa domanda nella tua giornata:
qual è una libertà che il Vangelo ti invita a conquistare?
Quale paura ti sta tenendo “in regola” ma non ti sta facendo vivere?
E un gesto concreto: scegli una cosa piccola da fare “con amore”, non “per dovere”. E osserva che cosa cambia dentro».
La riflessione di don Rito parte da un episodio evangelico noto, quello delle spighe strappate di sabato, ma lo trasforma in una domanda radicale rivolta non solo ai fedeli, bensì anche alla Chiesa stessa. Il cuore del messaggio è chiaro: quando la regola smette di servire la vita e diventa un confine da difendere, perde il suo senso evangelico.
Colpisce soprattutto l’autocritica del sacerdote, che non si pone su un piano di superiorità ma si riconosce esposto allo stesso rischio di ogni credente: quello di scegliere l’ordine al posto della compassione, la sicurezza delle norme al posto della libertà dei figli di Dio. È un passaggio che rende il messaggio credibile e profondamente evangelico.
«La religione spesso mette regole. Gesù e il suo Vangelo, invece, danno da mangiare»: in questa frase si condensa l’intero senso del post. Il Vangelo, nella visione proposta da don Rito, non è un codice da applicare ma un pane da spezzare, un nutrimento che sostiene chi è nel bisogno, materiale o spirituale.
Anche il riferimento agli amici atei o lontani dalla Chiesa apre uno spazio di dialogo sincero: quale volto di Dio viene comunicato oggi? Quello di un Padre che rialza o di un giudice che misura? Una domanda che interpella non solo i pastori, ma ogni cristiano nel proprio modo di testimoniare la fede.
La conclusione del post non resta sul piano teorico, ma invita a un esercizio concreto: riconoscere le paure che ci tengono “in regola” senza farci vivere davvero e compiere un gesto semplice, fatto per amore e non per obbligo. È qui che il Vangelo diventa quotidiano, incarnato, capace di cambiare lo sguardo e il cuore.
In un tempo in cui spesso la fede rischia di essere percepita come un elenco di doveri, la riflessione di don Rito Maresca ricorda con forza che Dio non chiede perfezione formale, ma vita piena. Una vita attraversata dall’amore, anche quando questo significa superare confini, abitudini e sicurezze.
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