Il Racconto del Lunedì: 24 aprile 938
La pianura che si stende tra Sottomonte, alle porte di Sorrento, e i primi rilievi sui quali oggi è Alberi, in epoca romana era scarsamente popolata; esistevano alcuni templi, e delle ville per gli svaghi e masserie attrezzate per i lavori agricoli. La piana era attraversata dalla Via Minervia che, mediante il valico di Alberi, metteva in comunicazione il territorio sorrentino con quelli di Aequa e Stabia. Gli abitanti vivevano in case sparse, disseminate lungo la rete viaria, all’interno dei fondi agricoli, e sicuramente intorno ai templi, quelli che l’avvento della cristianità avrebbe trasformato in Santa Maria del Lauro, San Michele, Santa Maria di Galatea e Santa Maria di Cerignano.
Sembra di capire che la coltura principale fosse quella della vite in quanto il vino della piana fu celebrato da Plinio il Vecchio, Orazio e Ovidio. Sicuramente il luogo ospitò personaggi di primo piano della Roma antica e, tra gli altri Augusto, Marco Agrippa e Pollio Felice. Il nome dell’esteso territorio era Planities, come risulta dalle opere di Cicerone e Sallustio, per indicare una pianura, una piana, un piano, ovvero una terra pianeggiante.
Il 24 aprile 938 un documento cita espressamente l’esistenza di un casale chiamato Planitia o Planities o Planizie, come nucleo abitato a sé stante, anche se amministrato da Sorrento. Si tratta di un atto notarile che stabilisce la donazione di beni patrimoniali a scopo religioso. Un certo Gregorio milite dona all’Abate del monastero di Rovigliano alcuni fondi agricoli e dei fabbricati costituenti la sua eredità paterna e situati in Massa Pubblica e in Planizie. Il documento è datato con gli anni di governo dell’imperatore bizantino e recita: “domos et hortua… de intus vel foris seu casales sive de Massa Pubblica et de planitias cum campis, silvis, montibus, etc.
Il documento è particolarmente prezioso perché appartiene a un periodo per il quale non esistono molte fonti scritte; tempi particolarmente difficili, come l’anno 1000, ricordato per una tremenda carestia derivante dalla perdita del raccolto, per colpa di una lunga e disastrosa siccità.
Dopo l’arrivo delle genti della cultura del Gaudo 2300-2400 anni prima di Cristo, il passaggio di Opici, Etruschi, Sanniti, Greci e Romani, il 24 aprile del 938 Piano di Sorrento fa il suo ingresso ufficiale nella Storia, quella dei documenti, e lo fa alla grande, con un atto notarile!
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