Villa Fiorentino e Fondazione Sorrento, Raffaele Attardi: “Bisogna tornare alle destinazioni originarie dei beni”
Negli ultimi giorni il dibattito pubblico a Sorrento si è acceso attorno alla Fondazione Sorrento e al futuro di Villa Fiorentino, tra polemiche, prese di posizione e interpretazioni contrastanti. In questo clima, interviene Raffaele Attardi, ex sindaco della città, con una riflessione che va oltre l’attualità immediata e invita a guardare alla questione da una prospettiva più ampia e profonda. Il suo intervento richiama l’attenzione sul rispetto delle destinazioni originarie dei beni donati alla comunità, sul valore del bene comune e sulla necessità di ricondurre scelte e gestioni a criteri di responsabilità, memoria e coerenza con la volontà dei benefattori.
Raffaele Attardi scrive: «Intorno alla Fondazione Sorrento e alla destinazione di Villa Fiorentino stanno nascendo polemiche che io ritengo eccessive. Quello su cui invece dovremmo riflettere è l’uso improprio di questa ed altre strutture che si sta consolidando nel tempo.
Villa Fiorentino è un lascito dei coniugi Fiorentino-Cuomo, destinato prevalentemente ai bambini di Sorrento e alla valorizzazione del nome di Sorrento attraverso il suo artigianato.
Un’altra donazione, quella di Berardina Donmorso, era invece destinata alle fanciulle povere di Sorrento ed al Monastero e centro di spiritualità.
E ci sono altri beni, quelli ex ECA e altre donazioni di privati, destinati al bene comune, di cui è stata distorta la destinazione originaria.
Bisogna tornare agli scopi fissati dai benefattori.
Il turismo e la promozione turistica hanno certamente un ruolo fondamentale a Sorrento, ma c’è già una sua struttura dove dovrebbero concentrarsi tutte le attività di pianificazione e promozione turistiche. È una struttura moderna e peraltro bellissima e sono i locali ed i giardini dell’ex Circolo dei Forestieri.
Siamo una Città fortunata ad avere tutte queste opportunità: purtroppo da anni gli egoismi stanno prevalendo su tutto, e tutto ciò che abbiamo viene preso di mira e stravolto, e viene assoggettato a egoismi individuali, se non addirittura svenduto o oggetto di appropriazione indebite.
La prima cosa da fare è riportare ogni cosa alla sua destinazione originaria e garantire che nella gestione dei beni comunali sia messo al primo posto il bene comune.
Villa Fiorentino è prima di tutto dei bambini di Sorrento poi, stabilito questo, possiamo discutere del resto.
E se la Fondazione Sorrento deve fare promozione turistica, allora cerchi casa al Circolo dei Forestieri, stando vicino vicino a tutte le associazioni degli imprenditori turistici.
Il mondo della cultura invece deve trovare una casa comune dove ci sia spazio per tutti e locali comuni per gestire eventi».
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