15 gennaio: il giorno della persistenza
C’è un momento, a metà gennaio, in cui l’entusiasmo del Capodanno inizia a sbiadire. I buoni propositi, nati tra brindisi e promesse, si confrontano con la realtà della routine quotidiana. Il 15 gennaio diventa così uno spartiacque silenzioso: il punto in cui la motivazione iniziale lascia spazio a qualcosa di più solido e meno spettacolare, la disciplina.
Le palestre, affollate nei primi giorni dell’anno, cominciano a svuotarsi. Le diete mostrano le prime crepe, mentre le vecchie abitudini cercano di riprendersi il loro posto. Ma questo non è un fallimento. Al contrario, è il momento esatto in cui il cambiamento smette di essere un’idea astratta e si trasforma in un lavoro quotidiano, fatto di costanza e piccoli gesti ripetuti.
Non è un caso che il 15 gennaio cada nel cuore dell’inverno. In molte culture questo periodo rappresenta il “grande freddo”, il tempo in cui la natura sembra immobile. Eppure, sotto la terra gelata, i semi si preparano in silenzio. L’inverno, come scriveva qualcuno, è il tempo della promessa: c’è poco da fare, ma molto da sperare. È una stagione che invita all’introspezione, al rallentamento, al valore del silenzio. È il momento giusto per leggere quel libro lasciato sul comodino, per ascoltarsi, per fortificare le radici prima della fioritura.
Il 15 gennaio porta con sé anche un’eredità potente: è la data di nascita di Martin Luther King Jr., nato nel 1929. Il suo ricordo trasforma questa giornata in un simbolo di resilienza e speranza. La sua vita insegna che il cambiamento sociale non è un atto improvviso, ma una marcia lenta e ostinata, simile allo scorrere dei giorni invernali. Anche nel buio più profondo, un sogno può diventare luce e orientare il cammino di intere generazioni.
E, in effetti, la luce sta già tornando. Dal solstizio d’inverno sono passate alcune settimane e, anche se il freddo si fa sentire, le giornate hanno iniziato ad allungarsi. Ce ne accorgiamo appena, quasi senza rendercene conto, ma è un segnale reale: il buio non è infinito. Il 15 gennaio è un esercizio di ottimismo sobrio, razionale. La luce cresce, anche quando ancora non la sentiamo sulla pelle.
In fondo, il 15 gennaio non è una data di grandi eventi clamorosi. È il giorno della persistenza. Un invito a fermarsi un istante, respirare profondamente e porsi una domanda semplice ma essenziale: che cosa sto coltivando, nel silenzio di questo inverno?
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