Piano di Sorrento, il commento di don Rito Maresca al Vangelo del giorno: i sogni che svegliano la fede
Ci sono parole che non nascono solo dalla riflessione, ma da un’esperienza interiore profonda, capace di intrecciare vita, Vangelo e coscienza. È il caso del commento al Vangelo del giorno condiviso da don Rito Maresca, amministratore parrocchiale della Parrocchia di Mortora a Piano di Sorrento. Una meditazione intensa che prende forma da un sogno notturno e diventa occasione per interrogarsi sul modo in cui Dio continua a parlare all’uomo, anche oggi.
Don Rito Maresca scrive: «Stanotte un sogno mi ha svegliato più della sveglia. Di quelli che non ti lasciano tranquillo e continuano a parlarti anche da sveglio.
«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa».
Mi sono alzato pensando proprio a Giuseppe. Anche lui stava “considerando queste cose”, immerso nei pensieri, nel dubbio, nella notte. A lui Dio non parla in pieno giorno, come a Maria, ma nel sonno, quando le difese sono abbassate e il cuore è più nudo.
Stanotte ho sognato anch’io di camminare su una strada sbagliata, dentro la tentazione e il peccato, e per tre volte una voce mi ha richiamato, quasi implorato, a non cedere. Coincidenze? Inconscio? Super-io? O forse Dio che non si arrende e trova mille strade pur di raggiungerci.
Giuseppe non riceve spiegazioni dettagliate, non capisce tutto, ma riceve una parola decisiva: non temere. La fede spesso non toglie i problemi, ma toglie la paura di affrontarli. Dio non parla solo nei momenti ordinati della preghiera, ma anche nelle notti agitate, nei pensieri confusi, nei sogni che ti mettono davanti alla verità di te stesso.
E tu ci credi ai sogni? Non a quelli che ti illudono, ma a quelli che ti svegliano, che ti chiamano per nome e ti chiedono di scegliere da che parte stare. Forse anche oggi Dio sta cercando un varco per parlarti, proprio lì dove sei più stanco e meno lucido.
Fermati un attimo e chiediti: quali sogni, pensieri o inquietudini stanno bussando in questo tempo alla mia vita? E poi prova a fare come Giuseppe: non capire tutto, ma scegliere di non avere paura e di fare il passo giusto».
Il cuore di questa meditazione è la figura di San Giuseppe, uomo del silenzio e del discernimento, che nel Vangelo non parla mai ma ascolta, sogna e obbedisce. Don Rito mette in luce un dettaglio spesso trascurato: Dio non parla a Giuseppe nella luce piena del giorno, ma nella notte, nel sonno, quando l’uomo è più fragile e disarmato. È lì che la Parola riesce a farsi strada.
Il sogno raccontato dal don Rito diventa così una chiave di lettura universale: non una fuga dalla realtà, ma uno spazio in cui emergono verità profonde, lotte interiori, richiami alla conversione. La domanda resta aperta e provocatoria: è solo inconscio o è Dio che, con pazienza ostinata, continua a cercare l’uomo anche quando è stanco, confuso, tentato?
La parola decisiva che Giuseppe riceve – “non temere” – attraversa tutta la riflessione. Non una soluzione immediata ai problemi, ma la forza di affrontarli senza lasciarsi paralizzare dalla paura. È una fede concreta, fatta di passi compiuti anche senza capire tutto, di scelte che nascono più dalla fiducia che dalla certezza.
Il commento di don Rito invita ciascuno a fermarsi, ad ascoltare le proprie inquietudini, a riconoscere quei “sogni che svegliano” e che chiedono una presa di posizione. Come Giuseppe, anche oggi siamo chiamati non tanto a comprendere ogni cosa, ma a fidarci, a non avere paura e a fare il passo giusto. In fondo, è spesso nella notte che Dio prepara l’alba.




