Sorrento, disposto il sequestro del Sedil Dominova: al centro della vicenda l’utilizzo dello storico edificio
Il Sedil Dominova, storico edificio del XIV secolo nel cuore di Sorrento, è stato sottoposto a sequestro preventivo. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dai militari della Guardia di finanza, con personale della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e della stazione navale di Napoli.
La misura è stata disposta dal Tribunale del Riesame di Napoli con un decreto del 16 ottobre che ha accolto l’appello presentato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata contro il precedente rigetto della richiesta di sequestro da parte del gip. La vicenda è oggetto di accertamenti per una presunta condotta riconducibile all’ipotesi di invasione di edifici pubblici.
L’immobile, di proprietà del Comune di Sorrento e sottoposto a vincolo di tutela storico-artistica, era nella disponibilità della Società Operaia di Mutuo Soccorso, associazione privata attiva sul territorio cittadino.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura guidata da Nunzio Fragliasso, ha ricostruito le circostanze relative all’utilizzo dell’edificio e alla permanenza dell’associazione nei locali dopo la scadenza del contratto di comodato, risalente al 23 dicembre 2021.
La vicenda si inserisce in un confronto amministrativo sviluppatosi nei primi mesi del 2026 tra la dirigenza comunale e la gestione commissariale straordinaria guidata dal prefetto Rosalba Scialla, terminata con le elezioni della scorsa primavera.
Secondo quanto riportato nella ricostruzione esaminata nell’ambito del procedimento, il dirigente dell’ufficio Patrimonio del Comune aveva segnalato la situazione con note del 30 marzo e del 3 aprile, avviando iniziative finalizzate a ottenere la restituzione dell’immobile.
L’obiettivo dichiarato era destinare gli spazi a iniziative culturali attraverso criteri di assegnazione improntati alla trasparenza, alla pubblicità e alla rotazione tra le associazioni interessate.
Dopo una comunicazione formale con cui veniva intimato alla Società Operaia di lasciare l’edificio entro dieci giorni, il dirigente aveva inviato una successiva diffida. L’associazione, secondo quanto ricostruito, aveva contestato la legittimità della richiesta, rifiutando di riconsegnare il bene.
Un ulteriore passaggio risale al 25 marzo 2026, quando il sub commissario aveva contestato l’iniziativa del dirigente, ritenendola non conforme agli indirizzi della gestione commissariale.
Nella comunicazione veniva richiamata anche l’indicazione impartita all’ufficio legale del Comune di predisporre un regolamento che consentisse alla Società Operaia di proseguire l’attività di custodia dell’immobile, prevedendone l’utilizzo, in alternanza con altre associazioni, per iniziative rivolte alla cittadinanza e prive di carattere politico.
Il confronto tra gli uffici si era quindi intensificato. Nella vicenda era intervenuto anche l’ufficio legale comunale, che, secondo gli atti richiamati nella ricostruzione investigativa, aveva evidenziato la mancanza di un titolo che giustificasse la permanenza dell’associazione nell’immobile dopo la scadenza del comodato.
Il dirigente dell’ufficio Patrimonio avrebbe inoltre riferito di aver ricevuto una comunicazione di avvio di un procedimento disciplinare, senza l’indicazione della relativa contestazione. Lo stesso funzionario avrebbe segnalato presunte pressioni affinché venisse consentito alla Società Operaia di continuare a utilizzare i locali senza una procedura pubblica di assegnazione.
Tali circostanze rientrano nel quadro dei contrasti amministrativi emersi durante la gestione della vicenda e vanno considerate alla luce degli accertamenti e degli atti del procedimento, senza anticipare valutazioni definitive sulle eventuali responsabilità individuali.
Il Tribunale del Riesame, accogliendo l’appello della Procura di Torre Annunziata, ha disposto il sequestro preventivo del Sedil Dominova. Come indicato nella nota del procuratore Nunzio Fragliasso, la misura è finalizzata a interrompere la prosecuzione della condotta ipotizzata e a impedirne l’eventuale aggravamento delle conseguenze.
Il provvedimento cautelare si inserisce in una vicenda che coinvolge la disponibilità di un bene storico pubblico e le procedure per la sua assegnazione. Gli accertamenti giudiziari dovranno chiarire i diversi profili della controversia, mentre le ipotesi contestate restano da verificare nelle sedi competenti e non equivalgono a un accertamento definitivo di responsabilità.
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