Sorrento, Bagni della Regina Giovanna: il consigliere Luigi Di Prisco propone accessi contingentati e più controlli
I Bagni della Regina Giovanna – uno dei luoghi più importanti del patrimonio storico, archeologico e naturalistico di Sorrento – sono al centro di un emendamento presentato dal consigliere comunale Luigi Di Prisco che sarà sottoposto all’attenzione del Consiglio comunale nella seduta del 29 ottobre L’iniziativa propone nuove misure per tutelare l’area, regolamentare l’afflusso dei visitatori e garantire una gestione più strutturata del sito.
Tra i punti principali figura l’introduzione di un sistema di accesso contingentato nel periodo compreso tra maggio e ottobre, con modalità da definire sulla base della capacità sostenibile dell’area.
L’obiettivo è conciliare la forte attrattività turistica dei Bagni della Regina Giovanna con la necessità di preservarne l’integrità, attraverso una gestione dei flussi più attenta durante i mesi di maggiore frequentazione.
Nelle motivazioni dell’emendamento Di Prisco richiama alcune criticità che interessano il sito. Nel corso degli anni, infatti, alcuni tratti dei mosaici presenti nelle evidenze archeologiche sono andati perduti. A questo si aggiunge la presenza di rifiuti abbandonati nelle zone maggiormente frequentate, nonostante gli interventi periodici di pulizia effettuati dalla società Penisolaverde. Elementi che, secondo quanto evidenziato nella proposta, rendono necessario un rafforzamento delle misure di tutela e una programmazione più organica degli interventi. Per questo il consigliere propone anche di assicurare un presidio di controllo in loco durante tutto l’anno, affiancato da un piano complessivo di tutela, manutenzione, pulizia e valorizzazione.
Un altro aspetto riguarda il modello organizzativo da adottare per il futuro del sito. Nell’emendamento viene prospettata la possibilità di affidarne la gestione a una società municipalizzata dedicata al patrimonio pubblico. Nelle more della costituzione di tale soggetto Di Prisco suggerisce di valutare convenzioni con associazioni nazionali qualificate, come WWF o FAI, seguendo un modello analogo a quello adottato per la Baia di Ieranto.
La proposta punta quindi a individuare strumenti che consentano di assicurare continuità alle attività di controllo e manutenzione, rafforzando al tempo stesso la protezione del patrimonio archeologico e naturalistico.
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