Positano, il MAR svela il nuovo volto della parete est: il sipario degli amorini apre sulle architetture nascoste
Positano. Un drappo che si apre come un sipario, amorini in stucco, delfini e creature marine. È questo uno degli elementi più suggestivi emersi dallo scavo della parete est conservata al MAR – Museo Archeologico Romano dove la decorazione rivela un raffinato gioco visivo tra le diverse superfici dell’ambiente.
Lo scavo, tuttavia, non è ancora completo. Il pannello laterale sud e una piccola porzione di quello centrale restano ancora coperti dal fango eruttivo che non è stato possibile rimuovere per motivi statici. È stata invece riportata alla luce la parte contigua alla parete nord, sufficiente a restituire un dettaglio di particolare interesse.
Nella zona superiore compare nuovamente il motivo della tenda sostenuta da amorini in stucco, decorata con delfini e mostri marini. La particolarità, in questo caso, sta nella posizione del drappo: gran parte della tenda è riavvolta e lascia intravedere ciò che si trova oltre.
Il risultato è un vero effetto scenografico. Il drappo non serve soltanto a decorare, ma sembra aprire una finestra sulle architetture dipinte sulla parete nord, mettendo in relazione le due superfici e accompagnando lo sguardo da una all’altra.
Un dettaglio che restituisce la complessità del progetto decorativo e mostra come pittura e stucco fossero utilizzati insieme per costruire un ambiente dall’impatto fortemente illusionistico.
La presenza del fango eruttivo impedisce per ora di leggere l’intera composizione. Una parte dell’apparato decorativo rimane infatti nascosta e non è possibile stabilire quale fosse il quadro complessivo della decorazione.
Ciò che già emerge, però, racconta un ambiente progettato con grande attenzione all’effetto visivo. La tenda, gli amorini e le figure marine diventano parte di una scenografia nella quale il confine tra una parete e l’altra sembra quasi scomparire.
Il MAR di Positano restituisce così un altro tassello di questo patrimonio archeologico, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare da vicino non soltanto singoli elementi decorativi, ma anche il modo in cui gli antichi costruivano e organizzavano lo spazio attraverso immagini, stucchi e architetture dipinte.
A Positano, ancora una volta, è un dettaglio a raccontare la storia: un drappo riavvolto che, invece di nascondere, svela ciò che si trova oltre.
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