Sorrento, legalità e trasparenza al centro del dibattito politico: l’intervento del consigliere Eduardo Fiorentino
Il Patto per la Legalità, le procedure amministrative, la riservatezza degli atti e il rapporto tra amministratori e uffici comunali. Sono questi i temi al centro di una riflessione affidata ai social da Eduardo Fiorentino, consigliere comunale di minoranza a Sorrento, che torna a sollevare interrogativi sul funzionamento della macchina amministrativa e sul rispetto dei principi di trasparenza e correttezza istituzionale.
Nel suo intervento Fiorentino richiama un momento al quale ha preso personalmente parte: la sottoscrizione, presso il Comune, del Patto per la Legalità, alla presenza del sindaco, del prefetto Di Bari e del procuratore capo Fragliasso. Un’occasione nella quale, ricorda il consigliere, erano stati messi al centro valori e impegni fondamentali per la vita amministrativa della città.
A distanza di tempo, tuttavia, il quadro che emerge dalle sue considerazioni lo porta a chiedere chiarimenti su alcune vicende che, a suo giudizio, meritano particolare attenzione. Nel post vengono menzionati atti amministrativi, procedure di gara e la presunta circolazione di documenti interni e riservati al di fuori dell’Ente. Si tratta di circostanze che Fiorentino ritiene necessario approfondire e sulle quali, allo stato, sarà importante distinguere le contestazioni politiche dagli eventuali accertamenti nelle sedi competenti.
Il consigliere annuncia inoltre di aver già protocollato un’interrogazione che intende presentare in occasione della prossima seduta del Consiglio comunale, con l’obiettivo di portare formalmente le questioni all’attenzione dell’assemblea cittadina.
Il consigliere Eduardo Fiorentino scrive: «Ero presente quando, in Comune, venne sottoscritto il Patto per la Legalità, alla presenza del Sindaco, del Prefetto Di Bari e del Procuratore Capo Fragliasso.
Quel giorno si parlò di legalità, trasparenza, responsabilità e tutela delle istituzioni.
Oggi, però, guardando a ciò che sta accadendo, mi chiedo seriamente quanto di quelle parole sia realmente entrato nel modo di amministrare questo Comune.
Gli atti che vengono prodotti, alcune procedure di gara e, soprattutto, la circolazione di documenti interni, sensibili e riservati verso persone estranee all’Ente sono fatti che, se confermati, non possono essere liquidati come semplici leggerezze o episodi marginali.
Parliamo di questioni estremamente serie.
E la cosa che più mi preoccupa è che, a quanto vedo, non sembra esserci ancora piena consapevolezza della gravità della situazione.
Amministrare una città non significa utilizzare il Comune per risolvere problemi personali, professionali o interessi particolari. Significa assumersi responsabilità, rispettare le regole e mettere l’interesse della comunità davanti a tutto.
E invece continuo a vedere amministratori che sembrano considerare il Comune come un luogo al quale rivolgersi per questioni personali e lavorative.
Continuano a essere chiamate persone amiche. Continuano a esserci amministratori che si trasformano in accompagnatori negli uffici pubblici. Continuano a esserci amministratori che raccontano e vantano di avere amicizie, conoscenze e canali privilegiati all’interno degli uffici, quasi che bastasse una telefonata “giusta” per risolvere un problema.
Io sono seriamente preoccupato per la città
Perché quando vengono meno attenzione, riservatezza, trasparenza e rispetto delle regole, il problema non è più soltanto politico: diventa un problema istituzionale.
Non possiamo aspettare che sia troppo tardi per rendercene conto.
La legalità non è una fotografia con le autorità, non è una firma su un documento e non è uno slogan da utilizzare nelle occasioni pubbliche.
La legalità si dimostra ogni giorno, attraverso gli atti, le decisioni e i comportamenti.
E oggi, per quello che vedo, c’è ancora molto da chiarire.
Perché, se continuiamo su questa strada, il rischio concreto è che a pagare il prezzo degli errori di pochi sia l’intera comunità.
E io non ho intenzione di far finta di niente
Ps: ho elaborato una interrogazione per la
prossima seduta Consiglio comunale, che ho già provveduto a protocollare».
Le parole del consigliere di minoranza riportano dunque al centro del confronto cittadino il tema della legalità e del corretto funzionamento delle istituzioni. Questioni che, per la loro delicatezza, meritano attenzione e soprattutto risposte puntuali.
L’interrogazione annunciata da Fiorentino rappresenterà un passaggio istituzionale attraverso il quale verificare quali siano i fatti specifici richiamati, quali chiarimenti verranno richiesti e quali eventuali riscontri saranno forniti dall’amministrazione.
Sarà importante, in questa fase, garantire a tutte le parti la possibilità di esprimere le proprie posizioni, evitando conclusioni anticipate e distinguendo le denunce politiche dagli eventuali fatti accertati.
Al di là delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione, il tema riguarda infatti l’intera comunità sorrentina. Trasparenza, riservatezza degli atti, imparzialità amministrativa e rispetto delle regole sono principi che devono accompagnare quotidianamente l’attività di ogni istituzione pubblica.
Ora l’attenzione si sposta sul prossimo Consiglio comunale dove l’interrogazione annunciata potrebbe offrire l’occasione per fare chiarezza sui punti sollevati e alimentare un confronto istituzionale fondato su documenti, risposte e fatti verificabili.
Perché, quando si parla di legalità e fiducia nelle istituzioni, l’interesse della città deve rimanere il riferimento principale di ogni discussione.
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