Vico Equense, project financing a Marina d’Aequa. Rosario Lotito: “Ora bisogna guardare le carte”
Il futuro di Marina d’Aequa torna al centro del confronto pubblico a Vico Equense. A riaccendere l’attenzione sul progetto di project financing che riguarda il borgo di Seiano è Rosario Lotito, referente di Europa Verde Penisola Sorrentina, che ha affidato a un lungo post pubblicato sui social alcune riflessioni sulla natura dell’operazione, sulla durata della concessione e sul rapporto tra interventi a fruizione privata e opere destinate all’uso pubblico.
Il tema non è nuovo e riguarda un progetto presentato nel 2023, ma negli ultimi tempi il dibattito sembra essersi intensificato. Al centro della discussione ci sono la trasformazione degli spazi di Marina d’Aequa, l’utilizzo del demanio marittimo e gli effetti che un’operazione di durata pluridecennale potrebbe avere sulla fruizione del borgo.
Lotito, nel suo intervento, invita a esaminare nel dettaglio gli atti e annuncia ulteriori approfondimenti sulle singole opere previste: «MARINA D’AEQUA: MA COS’È DAVVERO QUESTO PROJECT FINANCING?
In questi giorni si parla sempre più spesso del project financing che interessa il borgo di Seiano.
E non posso che essere contento di una cosa: finalmente se ne parla.
Perché questo progetto porta la data del 2023 e quando, oltre due anni fa, iniziai a sollevare il problema, era praticamente sconosciuto ai più.
Oggi, fortunatamente, è diventato di dominio pubblico.
Ma cos’è un project financing?
In parole semplici, i privati mettono i soldi per realizzare delle opere sul demanio e, in cambio, ottengono la possibilità di gestirle e sfruttarle economicamente per un lungo periodo.
Nel caso di Marina d’Aequa parliamo di un’operazione della durata di 36 anni e 9 mesi. Significa che un bambino nato oggi a Vico Equense potrà fruire liberamente dei suoi spazi pubblici solo quando avrà quasi quarant’anni.
Leggendo i documenti, una cosa colpisce immediatamente: il progetto prevede dodici interventi a fruizione privata e nove interventi a fruizione pubblica.
E qui nasce una prima domanda di fondo: dove sta, nel suo complesso, il reale interesse pubblico dell’operazione?
Perché un project financing di questa portata dovrebbe produrre un beneficio pubblico chiaramente individuabile, comprensibile e prevalente sull’interesse privato.
E invece, leggendo le carte, ci si trova davanti a un insieme disarticolato di interventi disconnessi tra loro:
pedane a mare,
pedane a terra,
chioschi,
strutture di servizio,
interventi sulla viabilità,
allargamenti stradali e tunnel.
Tutto questo in uno spazio delicatissimo come il borgo storico di Seiano.
Qui non stiamo parlando semplicemente di costruire qualche opera.
Stiamo parlando di ridisegnare Marina d’Aequa e di stabilire per decenni chi potrà utilizzare e gestire quegli spazi.
E quando si parla di migliaia di metri quadrati a terra e a mare, la questione riguarda tutti.
Perché il demanio marittimo è un bene pubblico.
Nei prossimi post entrerò nel dettaglio delle singole opere che verrebbero realizzate contenute nel progetto.
Perché quando si guardano i singoli pezzi, forse si capisce meglio anche il disegno complessivo.
E c’è una cosa che per me deve essere chiarissima: non possiamo permettere che i pochi spazi pubblici rimasti a Marina
D’ Aequa vengano ulteriormente sottratti ai cittadini.
Perché uno dei borghi storici più belli della Campania come Seiano è un patrimonio che appartiene a tutti».
Il confronto sul project financing di Marina d’Aequa, dunque, si inserisce in una questione più ampia: quale equilibrio trovare tra investimenti privati, sviluppo delle attività economiche, riqualificazione del territorio e tutela della fruizione collettiva degli spazi sul demanio.
Per arrivare a una valutazione completa sarà necessario entrare nel merito degli atti amministrativi, delle opere previste, delle modalità di gestione, della durata della concessione e degli impegni assunti dalle parti. Saranno soprattutto questi elementi a consentire ai cittadini di comprendere concretamente come potrebbe cambiare Marina d’Aequa e quali ricadute l’intervento potrebbe avere sulla vita quotidiana del borgo.
Su un punto, però, il dibattito appare già destinato a proseguire: quando una trasformazione interessa un luogo identitario come Seiano e coinvolge beni destinati alla collettività, la conoscenza degli atti e la trasparenza delle informazioni diventano condizioni essenziali per un confronto pubblico consapevole. E proprio da qui potrebbe partire la prossima fase della discussione: non soltanto interrogarsi sul progetto in astratto, ma analizzare una per una le opere previste e capire cosa cambierà, concretamente, per Marina d’Aequa e per chi la vive.
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