Positano. Ci sono persone che arrivano in un paese da fuori e, con il tempo, finiscono per diventare parte della sua storia. Succede quando non ci si limita a vivere in un luogo, ma si sceglie di camminare insieme alle persone che lo abitano. È quello che è accaduto a don Danilo Mansi che oggi festeggia un traguardo importante: 17 anni dalla sua ordinazione sacerdotale.
Per noi positanesi, però, questa non è soltanto una ricorrenza da celebrare. È l’occasione per dire grazie a un sacerdote che dal 2020, da quando è arrivato alla guida della Parrocchia di Santa Maria Assunta, è entrato sempre più nella quotidianità della nostra comunità.
Quando don Danilo arrivò a Positano, dopo l’esperienza pastorale a Conca dei Marini, ci fu anche una piccola curiosità legata alla sua nomina: era il primo parroco non positanese nella storia della nostra comunità. Una notizia che all’inizio poteva sembrare quasi una particolarità. Oggi, sinceramente, è difficile ricordarsene.
Perché don Danilo, negli anni, è semplicemente diventato uno di noi.
Lo è diventato stando in mezzo alla gente, conoscendo le famiglie, incontrando i ragazzi, condividendo le gioie e i momenti più difficili. Lo è diventato con quella presenza quotidiana che spesso non fa rumore ma che si avverte soprattutto quando serve.
Chi vive Positano lo sa bene: il rapporto con il proprio parroco non si esaurisce nelle celebrazioni. È fatto di incontri, di una parola scambiata per strada, di una porta che si apre, di una telefonata, di una preghiera, di una presenza accanto a una famiglia nei momenti felici e, soprattutto, in quelli in cui c’è poco da festeggiare.
Ed è proprio in questa dimensione, così semplice e concreta, che don Danilo ha costruito il suo rapporto con Positano.
In questi anni ha dedicato particolare attenzione ai bambini, ai ragazzi e ai giovani, cercando di fare della parrocchia non soltanto un luogo di culto ma uno spazio di incontro, crescita e condivisione. Un compito non sempre semplice, soprattutto in una società che cambia rapidamente ma che don Danilo ha affrontato cercando di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio vicino a loro.
La sua presenza si è fatta sentire anche nelle tante occasioni che scandiscono la vita della nostra città: le feste, le celebrazioni, i momenti comunitari ma anche quelle situazioni personali nelle quali un sacerdote non deve necessariamente avere una risposta, ma deve semplicemente esserci.
E don Danilo c’è stato.
Forse è proprio questa la cosa che, più di ogni altra, racconta questi anni: la presenza. Una presenza discreta, costante, che con il tempo ha trasformato quello che inizialmente poteva essere considerato un parroco “venuto da fuori” in una figura familiare, riconosciuta e profondamente legata alla nostra comunità.
Diciassette anni di sacerdozio sono un traguardo importante ma sono anche una tappa di un cammino che continua.
Oggi, quindi, vogliamo semplicemente fermarci un momento e fare gli auguri a don Danilo. Non soltanto per il suo anniversario sacerdotale ma per tutto quello che ha rappresentato e continua a rappresentare per la nostra comunità.
Il team di Posideo gli rivolge i più sinceri auguri per questi 17 anni di sacerdozio con l’auspicio che possa continuare a svolgere il suo ministero con la stessa passione, disponibilità e vicinanza che abbiamo imparato a conoscere in questi anni.
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